lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

Vita e morte dello Sputnik 1 – La guerra fredda nello spazio

“L’astronautica ci ha fatto tornare tutti bambini”. Lo scriveva Ray Bradbury nelle Cronache marziane ed erano gli anni ’60. Ben prima che la guerra fredda divenisse terreno di scontro sportivo, dagli scacchi all’hockey (chi non ricorda la celebre sfida Spassky Fischer del 1972, o il miracolo sul ghiaccio della nazionale statunitense ai XIII giochi olimpici contro i rivali sovietici), era il cosmo il terreno di preferenza del duello tra le due ex grandi potenze del mondo. Sembrava un’area all’altezza di quell’epoca di sogni incredibili. Questa è la triste storia dello Sputnik, che 54 anni fa si spegneva nell’atmosfera dopo pochi mesi di vita.

Oggi decorre la morte dello Sputnik 1 (“Compagno di viaggio”) il primo satellite artificiale in orbita intorno alla Terra. L’industria aeronautica sovietica riuscì a lanciare il suo compagno cosmico  il 4 ottobre 1957 dal cosmodromo di Baikonur, nell’odierno Kazakistan, grazie al vettore R-7 (Semyorka). Il 5 ottobre Radio Mosca annunciò l’evento mettendo in cascina il primo colpo ai danni del nemico a stelle e strisce. Gli Stati Uniti ci arrivarono solo qualche mese dopo quando il 31 gennaio 1958 l’Explorer 1 venne mandato in orbita. Ma oggi l’Explorer per la maggior parte di noi non significa assolutamente nulla. Una delle poche vittorie cosmiche dei sovietici, visto che poi, nel corso dei decenni, avrebbero praticamente perso tutto (anche la stessa Unione Sovietica, volendo essere precisi). E persino dove avrebbero potuto tranquillamente gareggiare, tipo il Solaris (1972) di Andrej Arsenevi? Tarkovskij, ingiustamente presentato come la risposta sovietica a 2001: Odissea nello Spazio (1968) di Stanley Kubrick, furono malauguratamente marginalizzati. Lo Sputnik 1, invece, lascia nei nostri animi fanciulleschi e propensi al sogno l’idea che nell’immensità dello spazio anche gli sconfitti, qualche volta, possano vincere le loro piccole battaglie.

La vita dello Sputnik durò veramente poco: bruciò il 3 gennaio, anche se alcune fonti riportano il 4, del 1958, dopo circa 1.400 orbite e 70.000.000 km. Una fine romantica per l’apertura dell’era spaziale che da lì a qualche decennio avrebbe smesso di entusiasmare animi e cuori.

(rrb)

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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