sabato , 29 aprile 2017
Le news di Asterischi

Virginia Woolf e Katherine Mansfiel: due voci a confronto

VIRGINIA WOOLF

 

“Nulla da registrare; solo un intollerabile attacco della mia smania di scrivere. Eccomi incatenata alla roccia; costretta all’inattività; condannata a lasciare che ogni ansia, dispetto, irritazione, ossessione continui ad artigliarmi e a rodermi e ad andarsene e a ritornare. Questo è un giorno in cui non posso camminare e non devo lavorare. Qualunque libro io legga mi ribolle in testa come parte di un articolo che voglio scrivere. Nessuno in tutto il Sussex è infelice quanto me; né altrettanto conscio di questa infinita capacità di godere ammassata in me, se soltanto potessi usarla.”

V. Woolf

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“La vita è un mistero. Il terribile dolore di queste lettere diminuirà gradatamente. Io debbo darmi tutta al mio lavoro. Debbo trasformare il mio supplizio in qualche cosa, trasfigurarlo. “Il dolore sarà mutato in gioia” e’ uno smarrirsi più completamente, un amare più profondamente, un sentirsi parte della vita, non uno straniarsene. Oh, vita! Accoglimi… Rendimi degna… Insegnami. Scrivo questo. Guardo in alto. Nel giardino le foglie stormiscono, il cielo è pallido, mi sorprendo a piangere. E’ difficile… è difficile fare una buona morte… [...]”

K. Mansfield

 

Virginia: riflessiva e silenziosa, schiva e sicura di sé, del suo lavoro, della bellezza delle parole. Irrisolta, tormentata, attraversata dall’elettricità di un pensiero di morte continuo.

“Mi piace terribilmente [...] la sua natura di splendida, brillante creatura che d’un tratto, all’ultimo momento, si trasforma in uccello e vola sul ramo più alto e da lì continua la conversazione. [...] Mi è sembrata una di quelle donne di Dostoevskij la cui innocenza è stata ferita.” [Mansfield]

Katherine: vitale, perennemente innamorata, indecisa, alla continua ricerca di un nome in cui identificarsi, disperata dalla fragilità di un corpo che la malattia sta mangiando, giovane ma per niente indifesa, caparbia e irriverente, egoista forse.

“Temo di dover accettare il fatto che la sua mente è un terreno sottile, steso per uno spessore di appena quattro o cinque centimetri sopra la nuda roccia. [...] Si accontenta di un’eleganza superficiale; e l’intera visione è povera, facile; non è la visione, sia pure imperfetta, di un cervello interessante.” [Woolf]

Due donne diverse, due voci chiare. Due donne che conoscendosi si sono trovate adorabili, si sono odiate, invidiate. Donne che hanno vissuto la loro malattia in modo completamente diverso: la prima come un sollievo, affidando ancora una volta alla penna le sue ultime parole per il marito Leonard: “Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.”

La seconda come un tradimento. Lasciare il proprio corpo a 34 anni, sapere di dover “morire a tante cose”. Allontanandosi dalla terra ritornando ad essa: cucendo, pulendo verdure, accudendo animali. Dichiarare infine di essere “stanca delle proprie storie come uccelli allevati in gabbia” e levando a Dio un unico grido: “Voglio essere VERA”.

 

K. Mansfield, Tutti i racconti, cura e traduzione di Maura del Serra, Newton Compton

V. Woolf, Diario di una scrittrice, Beat

Katherine Mansfield, Diari, a cura di S.Ciampoli, Robin

Informazioni su Tamara Viola

Tamara Viola
È bellabellabella in modo assurdo. In perenne lotta contro il sole, gli uomini con le camicie a maniche corte, le donne con l’eyeliner sbavato. Famosa gerontofila, cade spesso in amore. Sa leggere e scrivere.

2 commenti

  1. Bellissima comparazione, o forse compensazione. E bellissimo articolo, Tamara.

  2. Ciao Tamara, hai letto “Le onde” della Woolf? Che cosa ne pensi? Un abbraccio da Alessio

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