venerdì , 24 novembre 2017
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Vincent scaccia Vincent: vita melanconica di un artista

Vincent Van Gogh muore il 30 Marzo del 1852.

Non si tratta di un errore. È proprio in quell’anno che il frutto tanto atteso di una amata gravidanza, il “primo” Vincent, si spegne. Colui che non ebbe fama e prima ancora mancò della fortuna di vivere: è il Vincent che tutti ignorano, del quale pochi sanno, ma che ha lasciato un segno profondo e un contributo massiccio ai giorni che non ha vissuto, e a quel Vincent che, esattamente nello stesso giorno dell’anno successivo, venne alla luce, figlio degli stessi genitori e di un inconsolabile destino.

Van Gogh, l’artista, nasce nel 1853 e si accorgerà crescendo di quanto la sua esistenza sia condannata a recitare la parte dell’individuo sostituto di un erede traumaticamente perduto, imprigionato dalle sbarre di un nome altrui. Il suo vissuto e la sua opera, letti in chiave psicoanalitica, chiariscono quanto tutti gli aspetti dell’uomo-figlio e dell’uomo-artista siano irreversibilmente legati tra loro.

Una vita trascorsa in melanconia: l’abbandonarsi all’idea di essere un oggetto di scarto e rifiuto caduto dalla scena del mondo; a consolidarla la freddezza affettiva che lo ha circondato e che ha reso precaria la sua umanizzazione.

A come poter uscirne, lui, c’aveva a lungo pensato. Districandosi tra le sue relazioni compensatorie immaginarie ha cominciato con il legame morboso al fratello Theo per finire invischiato nelle delusioni amorose con Ursula, la giovane cugina vedova Kee ed infine Sien, la prostituta madre di un bambino con la quale l’artista convisse. La stessa compensazione si delinea nell’intento utopico di creare una comunità di pittori nella casa gialla di Arles e nel legame intenso e disastroso con Gaugin.

Le supplenze simboliche, invece, cercavano di dare contorno al senso della sua stessa esistenza e hanno cominciato dal cristianesimo per farsi strada  nella pratica dell’arte. Egli affermava che il compito più sensibile della pittura fosse quello di cogliere il mistero della natura che è equivalente al mistero del «dolore della vita», e per questo diceva “nel mio lavoro rischio sempre la vita”.

Il destino di Vincent Van Gogh nasce il 30 Marzo del 1852.

 

(cds)

Informazioni su Carmen De Sario

Carmen De Sario
Nasce a Bari nel 1990 e vive ad Adelfia. Studia Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica. Scrive da sempre, su carta o per aria, pensieri in prosa ed emozioni in poesia.

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