martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Un nichelino per un passo di danza

edison and phonograph

23 Novembre 1889, ieri. È sera e un applauso scroscia per tutta la via. Primo indizio: San Francisco, 303, Sutter Street. Secondo: Palais Royal Saloon. Terzo: Pacific Phonograph Company. Niente? Potremmo andare avanti, citando i due impazienti soci e inventori, Louis Glass e William S. Arnold. Potremmo dirvi che qui c’è lo zampino di Thomas Alva Edison (sì, ancora lui!). O raccontarvi una storia che narra di un armadio di quercia con all’interno un grammofono (o meglio, il fonografo del sopracitato Edison) collegato a quattro tubi di gomma simili a stetoscopi, nei quali c’è una fessura grande come un nichelino. Fatta apposta per un nichelino. Quattro persone e quattro nichelini e la scatola di quercia suona. E adesso potremmo dare un nome a tutto questo: nikel-in-the slot player. Troppo lungo? C’è già chi azzarda un dinamico Juke-box, tanto per richiamare il nome delle jukehouses, così care agli amanti della musica. Ma in fondo è troppo presto per pensare di cambiare questa invenzione tutta made in USA, questa scatola magica di Sutter Street che unisce il genio di Edison e l’intuito manageriale di Glass e Arnold.

il primo jukebox

Per dovere di cronaca e di dettaglio, l’enorme carillon è nello specifico un fonografo alimentato da cinque centesimi di dollaro (un nichelino) appartenente alla Edison Class M Electric Phonograph e brevettato col nome Coin Actuated Attachment for Phonograph. Non scendiamo ulteriormente nel dettaglio; soffermiamoci piuttosto sul suo senso ludico e lungimirante. Immaginiamo l’atmosfera di queste nuove e di gran lunga più sofisticate jukehouse. Immaginiamoci seduti nell’elegante Saloon: stiamo bevendo una Coca Cola, ricetta sperimentata dal farmacista John Stith Pemberton solo quattro anni fa; la gustiamo con la cannuccia, comodissima invenzione fresca fresca di Marvin Stone. Solo la musica può completare quest’atmosfera orgogliosamente americana, il sogno del tutto-è-possibile e tutto-è-grande. E allora accostiamo l’orecchio al tubicino di gomma dal quale con un nichelino esce il suono. Immaginiamoci così. Immaginiamo che da ieri questo sogno grande è anche possibile.

jukebox-antico-150x150

Il mago di Menlo Park: così l’America chiama Edison. Oggi avanziamo un nome anche per i padri del juke-box: gli incantatori di Sutter Street. Benarrivati a San Francisco… con passo di danza.

Informazioni su Debora Borgognoni

Debora Borgognoni
Nasce a Pavia nel 1980. Dopo il diploma in Lingue Europee, studia fotografia professionale alla John Kaverdash School Academy di Milano e nel frattempo pubblica per Albatros il suo libro d’esordio “Caro diario…”

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