martedì , 27 giugno 2017
Le news di Asterischi

Intervista a Nando Vitali

Nando Vitali ha fondato e dirige la rivista letteraria napoletana Achab. Noi di Asterischi abbiamo parlato un po’ con lui dei sogni e gli intenti che si nascondono dietro una rivista cartacea oggi.

Seguite le novità di Achab su Facebook.

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Cominciamo dal nome. Achab solo per Melville o ci sono altre ragioni?

Per me la figura del capitano di Melville è una sorta di alter ego, un doppio che rappresenta la parte avventurosa della mia vita e della mia idea di letteratura. Senza una vera e tenace ossessione non è possibile scrivere. L’ideale è un naufragio sontuoso, epico per così dire, visto che è impossibile sottrarci al’inevitabile fine. E poi i demoni, che non sono sempre malvagi, sono il sale della narrazione. Dunque il valore allegorico del titolo, che dà della rivista un punto di partenza per un viaggio intorno e dentro al mondo, partendo da Napoli, che io considero città madre e matrigna.

Fondatore e Direttore. In cosa consiste esattamente il suo lavoro? E qual è la sua formazione e gli eventi che l’hanno portato a una rivista letteraria?

Le due redazioni, quella napoletana e quella romana, sono in stretta relazione. Io coordino, ma il lavoro redazionale ci consente di mettere insieme le idee. Mi piace anche il fatto che generazioni diverse lavorino insieme scambiandosi punti di vista e sensibilità provenienti da esperienze altre. Achab nasce da una sorta di conversazioni fatte con scrittori, in particolare napoletani, e con la netta sensazione di una mancanza. Erano molti anni che mancava a Napoli una rivista letteraria. Spero che Achab possa diventare sempre più un punto di riferimento per autori e critici, dai quali auspico una maggiore presenza nel tessuto un po’ sfilacciato del dibattito sull’arte in generale.

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Parliamo dei media. Come mai Achab, al secondo numero, non ha un sito internet? Ritenete più importante il contatto diretto con i lettori, grazie agli incontri organizzati a Napoli, o vi proponete di coinvolgere un’area più vasta, che è per esempio quella del web?

Abbiamo cominciato con la carta perché la carta stabilisce una immediatezza fisica, tattile di sensi, coi lettori. Ma in seguito affiancheremo, come è naturale, anche il formato elettronico e la realizzazione di un sito.

Per restare in tema, Achab è una rivista molto curata: copertina accattivante, penne importanti del panorama culturale napoletano e nazionale, presenza nelle librerie, costo e formato che rimandano più a un libro. Dietro tutto questo c’è il desiderio di raggiungere un pubblico specifico e in qualche modo ristretto di grandi appassionati e addetti ai lavori, o vorrebbe un target più ampio?

Achab vuole viaggiare coi lettori, per questo un formato agile come se fosse un libro. Per noi non ha senso la scrittura senza i lettori. Inutile rivolgersi solo agli addetti ai lavori. Semmai gli addetti ai lavori possono scoprire voci nuove e tendenze leggendoci.

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Il secondo numero della rivista è dedicato al centenario di Albert Camus. Una presentazione?

Il prossimo numero è dedicato in parte a Camus per il centenario, e soprattutto per l’attualità di un grande autore di ogni tempo. Il colonialismo culturale, il mondo assurdo nel quale viviamo, la possibilità di nuove pesti e quindi totalitarismi sono ancora presenti. Camus ha affrontato temi importanti con la genialità del grande narratore, che naturalmente rende i suoi libri patrimonio del mondo, di una umanità che necessita di un nuovo e rinnovato umanesimo.

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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