giovedì , 27 aprile 2017
Le news di Asterischi

Intervista ad Andrea Vaccaro (Hypnos Edizioni)

Un mestiere difficile raccoglie interviste ad autori, editori, curatori, traduttori e vari responsabili della realizzazione, e a volte della fortuna, dei volumi da noi raccontati nella rubrica La Versione di Asterischi.fotoAndrea Vaccaro della Hypnos Edizioni è il nostro primo ospite in questa nuova rubrica che approfondisce i mestieri legati alla creazione, promozione e diffusione del libro. Abbiamo discusso di narrativa weird, delle piccole case editrici e dell’impatto del web.

Qui potete leggere La Versione di Asterischi: Il villaggio nero di Stefan Grabinski della Hypnos Edizioni.

Hypnos, il dio del sonno, non è un nome casuale per una casa editrice che si occupa di weird fiction. Ci puoi raccontare la genesi e lo sviluppo del progetto Hypnos, che è nato come rivista per poi diventare casa editrice e che di recente ha di nuovo un magazine in pubblicazione?

Come hai ben detto il tutto ha avuto origine dalla pubblicazione della rivista (o meglio fanzine) Hypnos, nel 2007: un po’ per gioco, ma soprattutto per passione, e così è nata questa fanzine di una quarantina di pagine dedicata a classici e moderni del fantastico e del weird, un genere in Italia per lo più ignorato dalle grandi case editrici. Insomma all’inizio è stato un po’ “pubblichiamo quello che vorrei leggere”, e pian piano mi sono reso conto che questa mia passione ed esigenza era condivisa da un gruppo di affezionati che, fortunatamente, hanno sempre sostenuto il progetto. È incredibile pensare che alcuni autori che sono da considerare dei veri e propri classici siano stati in gran parte ignorati dall’editoria italiana. E così è nato il progetto della casa editrice, e della collana Biblioteca dell’Immaginario, che presenta appunto classici della letteratura fantastica spesso poco (o male) editi in Italia. Per alcuni di questi autori (Fitz James O’Brien, William R. Chambers, Robert Aickman) il progetto è di pubblicare l’intera narrativa breve weird e fantastica; in alcuni casi, come per il polacco Stefan Grabinski, si tratta di autori tradotti per la prima volta in italiano. L’idea è di formare una biblioteca, una sorta di guida per gli appassionati del genere. Tieni conto che quello che a parer mio (ma non solo mio) è uno dei migliori racconti del fantastico in assoluto, “Il gran notturno”, di Jean Ray, prima che lo riproponessimo nel secondo volume della nostra collana (“Il gran notturno. Racconti neri e fantastici. Vol. 1″, Hypnos, 20120) in Italia era stato pubblicato un’unica volta nel 1963, in un volume ormai praticamente introvabile. Una pura follia! Poi alla collana principale si è affiancata prima Impronte, dedicata ad autentiche riscoperte (e non solo per il mercato italiano) del macabro e del fantastico, e Mirabilia, in cui si auspica un ritorno a quel sense of wonder ormai quasi perduto; inoltre Mirabilia è, al momento, l’unica collana che non si occupi di classici ma di autori contemporanei e devo dire che esordire con due scrittori di gran livello e, ognuno a suo modo, estremi e che non scendono a compromessi, come Ivo Torello e Sergio Bissoli mi ha riempito di orgoglio.

Hypnos_01_COVER

Ah, già Hypnos, il sogno, il sonno… come scriveva Poe “Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte”. Lo stato onirico ben rappresenta un mondo le cui regole per lo più ci sfuggono, e che riteniamo semplicemente “falso” rispetto allo stato di veglia, un po’ la sorte che la letteratura fantastica ha dovuto subire nei confronti di quella non di genere. Dopo i nove numeri della fanzine, è venuto il momento di Hypnos Rivista, che seguirà le linee fondamentali della vecchia fanzine: racconti di autori classici dimenticati, autori moderni, e (e questa è una novità rispetto alla vecchia Hypnos) un occhio di riguardo anche al weird e al fantastico contemporaneo, sia con racconti inediti della nuova generazione del weird, che con articoli e aggiornamenti sulle uscite internazionali. Tra i collaboratori alla rivista ci saranno nomi importanti come Giuseppe Lippi e Andrea Bonazzi, tra i principali esperti di weird fiction in Italia.

Le pubblicazioni della Hypnos sono curate in ogni dettaglio, quasi a voler manifestare quell’idea di una produzione artigianale che nel mondo editoriale pare ormai lontana dagli scaffali delle librerie. Come si sopravvive oggi pubblicando editoria cartacea e di nicchia?

Ti confesso che non è semplice, anche perché, a differenza di molte altre realtà, dedicate a pubblicazioni nostrane, la pubblicazione di autori non italiani implica traduzioni, revisioni, aumentando considerevolmente i costi alla base. In ogni caso la nostra politica è di fornire sempre prodotti di qualità, soprattutto dal punto di vista delle traduzioni. In questo senso i lavori di Francesco Lato, Silvia Castoldi e Andrea Bonazzi, sono stati eccellenti. Credo che per sopravvivere oggi siano importanti due fattori su tutti: l’originalità del progetto e la capacità di arrivare al proprio pubblico. Due elementi non facili, nel mare di pubblicazioni che le nuove tecnologie, anche di stampa, hanno reso possibile. Ora si può pubblicare un libro senza essere neanche una casa editrice. Una casa editrice può esistere e ha senso solo se c’è dietro un vero progetto; certo poi bisogna “portare” questo progetto al pubblico, e questo non è sempre facile. Inoltre credo che il “libro” in quanto oggetto, abbia ancora un valore, e che sia importante poter fornire al proprio pubblico anche il testo cartaceo. L’aspetto più intrigante del mondo dell’ebook è la riflessione su che cosa sia un “libro”… un discorso troppo lungo per affrontarlo in questa sede.

Sulla base della tua esperienza la visibilità e la sopravvivenza delle piccole e medie case editrici è stata agevolata dallo sviluppo del web, e quindi dalla proliferazione di blog, siti di letteratura, circoli di lettura online (etc…)?

Senza dubbio, il web, i social network, i blog, sono fondamentale per la diffusione delle piccole e medie realtà. Sino a una ventina di anni fa se non avevi una forte presenza in libreria, non c’erano possibilità. Oggi la situazione è ben diversa, e la situazione si è semplificata. Le nuove tecnologie di stampa e di distribuzioni rendono possibile molte soluzioni per l’editore. Ci sono poi, soprattutto all’estero, nuove possibilità (vedi i progetti kickstarter in America), che potrebbero portare a un vero rinnovamento nella distribuzione libraria, anche cartacea. Forse ora il passo più difficile è da parte del lettore, che viene spesso sommerso da innumerevoli proposte. Insomma, quando le cose diventano più facili a farsi, è la capacità critica di chi deve scegliere a fare la differenza.

predatori

L’identificazione della Hypnos passa anche dalle splendide copertine, che nella loro semplicità suggeriscono un fascino “antico”. Ci puoi raccontare com’è nata quest’idea?

Il merito per le bellissime copertine della collana Mirabilia è tutto di Ivo Torello, non solo autore di gran livello, ma grafico di professione e di gran gusto. Non a caso Ivo ci accompagnerà anche nel nuovo progetto della rivista Hypnos. Al contrario le copertine della collana Biblioteca dell’Immaginario hanno suscitato pareri estremamente discordanti. La scelta di copertina totalmente grafiche e così “invasive” è stata una scelta certamente controcorrente, a fronte di copertine stereotipate, soprattutto in un genere come quello horror o fantastico; prova a vedere in una libreria il reparto horror e vedrai cento copertine tutte uguali, completamente piatte e senza alcuna distinzione. Le nostre almeno cambiano colore, eh eh…

villaggio_nero_2

Ci puoi anticipare le prossime uscite?

Molto volentieri. Dopo i due volumi, che hanno ottenuto un ottimo risconto, di Stefan Grabinski (Il villaggio nero) e di Jean Ray (I racconti del whisky), a fine maggio uscirà appunto il primo numero della nuova rivista Hypnos: tra gli autori presentati Oliver Onions, uno dei più importanti autori di ghost stories del novecento, con uno dei suoi racconti più rappresentativi, Benlial, poi T.E.D. Klein, considerato uno dei principali autori moderni di horror e weird, con il racconto lungo I fatti di Poroth Farm, Laird Barron, rappresentante del new weird, e poi altri racconti, articoli, segnalazioni librarie. E poi un brevissimo racconto misconosciuto di H.P. Lovecraft, dal titolo… Hypnos. Tra le prossime novità un’antologia dell’inglese, John Berwick Harwood per la collana Impronte e il secondo volume dei racconti di Fitz James O’Brien, considerato il più importante autore di narrativa breve americana tra Poe e Lovecraft e tra i precursori del genere fantascientifico: il volume s’intitolerà La lente di diamante, dal suo racconto più famoso, Diamond Lens, in cui, grazie a un potentissimo microscopio, uno scienziato scopre un mondo in miniatura in cui vive una bellissima fanciulla.

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

Un commento

  1. ^_^! ^_^! ^_^! ^_^!

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