mercoledì , 20 settembre 2017
Le news di Asterischi

Un amore di Chandler

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Le chiusi gli occhi, la baciai e me andai.

R. Chandler

A Raymond Chandler ci vollero quarantacinque anni suonati per scoprirsi scrittore e pubblicare il primo racconto per la storica rivista Black Mask. Da quell’anno in poi, correva il 1933, innestandosi nel solco nella narrativa hard boiled di Dashiell Hammett («Non ho inventato il genere hard boiled e non ho mai tenuto segreta la mia opinione che Hammett abbia la maggior parte di tale merito»), avrebbe creato e poi accresciuto la fama tormentata e malinconica dell’investigatore Philip Marlowe, rendendolo protagonista di nove romanzi.

Una brillante carriera ventennale, passata anche come sceneggiatore da Hollywood, conclusa senza aver completato l’ultimo romanzo della saga perché stroncato da un attacco di polmonite nel 1959. In realtà l’epopea di questo grandissimo autore americano, riabilitato dalla riduttiva definizione di artigiano dalla scrittura solo diversi anni dopo la scomparsa, era stata decisamente debilitata dalla morte della moglie Cissy Pascal, il 14 dicembre del 1954. Negli ultimi anni della sua vita fu l’alcolismo a prendere il sopravvento, condito da una vena sempre più decadente.

A risaltare nella vicenda è l’intreccio tra l’importanza della scrittura e l’amore assoluto nei confronti della sua donna. Un mese dopo la scomparsa della moglie, Chandler si rimprovera di «non aver scritto niente che fosse veramente all’altezza della sua attenzione, nessun libro che le potessi dedicare». E in mezzo a questa disperazione, che sembra molto letteraria, monta una dolcezza delicata e soave quando si riferisce a lei come a una donna che è stata «il battito del mio cuore per trent’anni» e che considerava «il sacrificio di diversi anni spesi a scrivere letteratura insignificante un prezzo basso da pagare, purché fossi riuscito a farla sorridere qualche altra volta  ancora».

La malattia di Cissy l’aveva lentamente divorata (si trattava di fibrosi dei polmoni, un lento indurirsi dei tessuti polmonari , diagnosticata già nel 1948) e allo stesso tempo aveva avuto l’effetto di un parallela consunzione della salute mentale di Chandler. Dalle sue lettere di quegli anni, ma anche da quelle successive alla morte, traspare la visione di un uomo che vive prima nell’attesa della morte – perché sa che la moglie è destinata a morire come quando scrive «in un certo senso è come se le avessi detto addio molto tempo fa» – e dopo nel buio della morte consumata.

La caduta di Chandler assume contorni sempre più patetici quando nel febbraio del 1955 decise di suicidarsi nella doccia di casa con un colpo di pistola. Operazione andata a monte, più o meno coscientemente (il rapporto di polizia rivela un Chandler «sotto l’influenza dell’alcol»), e considerata dagli amici come il “più fallimentare tentativo di suicidio di tutti i tempi”. Una parziale ripresa l’ebbe soltanto nel 1956, quando, dopo un ricovero all’ospedale di New York, riuscì a scrivere di essere felice per la prima volta dalla morte della moglie. Poi ancora qualche anno di viaggio in giro prima di finire a La Jolla dove nel febbraio del 1959 una lettera della Mistery Writers of America lo insignì del ruolo di presidente. Una gioia che durò solo fino a marzo dello stesso anno, quando Chandler, già malato, si congedò definitivamente. Di lui il londinese The Times parlò come dell’uomo «che scavando nella comune vena della narrativa poliziesca» estrasse «oro dalla letteratura».

Ma a noi, che dello scrittore abbiamo apprezzato e ammirato l’intera opera, piace ricordare anche quest’uomo sapientemente innamorato che, lontano dalla sbornia della fama e della scrittura, riportava, a tre mesi dalla morte della moglie, che l’indomani sarebbe stato ancora il “loro” trentunesimo anniversario di nozze.

«Spargerò per casa rose rosse e inviterò un amico a bere champagne, come facevamo sempre. Un gesto inutile e probabilmente sciocco visto che il mio amore è irrimediabilmente perduto e non credo in una vita dopo la morte. Ma comunque devo farlo. Noi duri siamo dei sentimentali senza speranza».

(rrb)

*Le citazioni di Chandler sono riportate in Un amore di Chandler, a cura di Dororhy Gardiner e Kathrine Sorley, Coconino Press, Fandango, 2011

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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