martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Tutto quello che rende Galattica una Guida

Ormai dovremmo sapere che ci sono Guide di ogni tipo, che rispondono anche alle esigenze più improbabili, ma solamente una Guida ci ricorda che di un asciugamano si può sempre avere bisogno; è forse l’oggetto più utile che l’auotostoppista galattico possa avere.

Probabilmente, però, la sua utilità viene surclassata dalla semplice dicitura posta sulla copertina a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO.

Con sole poche righe è facilmente individuabile la “Guida galattica per gli autostoppisti” – trilogia divisa in cinque parti! – di Douglas Adams, i cui personaggi e umorismo fanno di questa creazione un’opera unica.

Nata come programma radiofonico è arrivata a conquistarci tramite la carta stampata, impregnata di consigli e critiche – «A chiunque sia capace di farsi eleggere Presidente non dovrebbe essere permesso di assumere l’incarico.» – facilmente adattabili in qualsiasi epoca.

E se per colpa sua non riusciremo più a guardare topi e delfini allo stesso modo, a fatica riusciremo a leggere qualche nuova poesia: nel profondo deve averci segnato il terrore di incappare in una Paula coi fiocchi.

«Nell’elenco del peggior tipo di poesia dell’Universo, la poesia vogon occupa, com’è noto, il terzo posto. Il secondo posto ce l’hanno gli azgoth di Kria. Durante una recita del loro Poeta Laureato Gruntus il Flautolento (recitava la poesia Ode a un pezzetto di mastice verde che mi sono trovato sotto un’ascella un mattino di piena estate) quattro spettatori morirono di emorragia interna, mentre il Presidente dell’Ente Centro–galattico Arti Nocive per riuscire a sopravvivere si staccò con un morso una gamba. […]

Le poesie di gran lunga peggiori di tutte, quelle che avevano il primo posto assoluto nell’elenco, erano perite assieme alla loro creatrice, Paula Nancy Millstone Jennings di Greenbridge, Essex, Inghilterra, quando il pianeta Terra era stato demolito.»

Ma più di tutto, dovremmo ringraziare Douglas per aver reso speciale ogni vaso cadutoci incidentalmente dalle mani nel corso della vita:

«Curiosamente, l’unica cosa che pensò il vaso di petunie cadendo fu: “Oh no, non un’altra volta!”. Molte persone hanno considerato che se noi sapessimo esattamente perché il vaso di petunie pensò così, sapremmo molte più cose sulla natura dell’Universo di quante non ne sappiamo attualmente.»

Quindi, correndo il rischio di resettare l’intero Universo – C’è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è lo scopo dell’universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile. C’è un’altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto. -, non dimenticatevi mai del vostro asciugamano, di un vaso di petunie e di tutta la fatica necessaria per creare un pianeta: in ricordo di uno scrittore galattico.

 

(pa)

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