martedì , 27 giugno 2017
Le news di Asterischi

Space Shuttle Columbia: la perdita d’innocenza dell’astronautica

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fonte immagine nationalgeographic.it

“L’astronautica ci ha fatto tornare tutti bambini”. Lo scriveva Ray Bradbury nelle Cronache marziane ed erano gli anni ’60. Peccato che lo spazio non sia fatto per giocare. In questo mese (5 giugno) ricorre l’anniversario di una delle ventotto missioni dello Space Shuttle (in dettaglio sarebbe il Quinto Spacelab, un laboratorio per lo studio della microgravità in orbita terrestre), che operò nel cosmo tra il 12 aprile del 1981 e il primo febbraio del 2003, data in cui l’astronave si disintegrò durante la missione di rientro. Persero la vita tutti e sette gli astronauti.

“Fare l’astronauta” era uno dei sogni più gettonati dai ragazzini, almeno da quelli di qualche generazione fa. Crescendo il sogno dello spazio resta una specie di cantuccio, seppure vivo e incrollabile, che solitamente viene coltivato con gusto nell’avventura da camera, ovvero nelle letture amene della space opera. Tanto per intenderci quella generazione della fantascienza considerata “hard” come Hamilton, Campbell, Brackett, Williamson, Burroughs, ma anche la successiva di Asimov, Blish e poi crescendo Herbert e gli “antigenere” come Douglas Adams.

Per tanti appassionati questa gloriosa fase venne irrimediabilmente colpita e affondata – quasi fosse una specie di rito passaggio all’età adulta – proprio nel 2003 quando lo Space Shuttle si disintegrò nei cieli del Texas, lo Stato dove esercitava gli affari la famiglia del presidente George W. Bush il quale, proprio in quell’occasione, ebbe a dichiarare che conquista dello spazio avrebbe avuto comunque un seguito. Non l’ebbe, invece, per me, che da quel giorno fui travolto da una serie di problematiche insolute sul senso della morte di quella gente che, in fin dei conti, veniva dallo spazio e che non era morta in terra.

Il cosmo si era completamente denudato, e non mostrava più lussureggianti spettacoli celesti, bensì era diventato un mondo oscuro e malvagio con regole ferree e letali. Un passaggio devastante: dal paese dei balocchi agli spazi abissali e malati  dove divinità oscure e imperscrutabili determinano l’uomo e il suo destino. Perché siamo soli e nessuno vuole giocare con noi.

Informazioni su Filippo Grasso

Pare che si diverta a leggere, ma, in realtà, passa in rassegna soltanto le quarte di copertina. Adesso che ha svelato il suo segreto vi ucciderà tutti.

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