martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Salva un libro, brucia la tv: addio Ray Bradbury

“Noi non siamo che copertine di libri, il cui solo significato è proteggerli dalla polvere”.
(Ray Bradbury)

Da piccolissimo, quando iniziai a leggere i primi romanzi di fantascienza, ricordo che qualcuno mi disse – o forse semplicemente lessi da qualche parte – che il battesimo del genere è essenziale: si cominciava con Ray Bradbury per la fantascienza umanistica (o sociologica) oppure con Isaac Asimov per la fantascienza tecnologica (o hard science fiction). Si trattava di una distinzione fatta chiaramente con l’accetta, ma per un ragazzino può andar bene e poi ti porta nella meravigliosa realtà degli schieramenti, dove puoi stare ore ed ore a discutere di Hamilton, Vance, e ancora Silverberg e Sheckley.

Da quel giorno in poi Ray Bradbury, di cui lessi praticamente quasi tutto quello che trovai giro, cominciando con gli ovvi Cronache Marziane e Fahrenheit 451 (da cui l’omonimo film di Truffaut), fu essenzialmente due cose: amore verso i libri e esportazione dell’umano nel cosmo. La parabola degli uomini-libri con cui si chiude il suo romanzo è un gioco che fino all’adolescenza mi entusiasmava (e un po’ ancora ora alla mia veneranda età). Così come l’idea che le ansie e le angosce dell’umano fossero le medesime dalla notte dei tempi, e in qualsiasi luogo dello spazio. Cose semplici ma che da bambini entusiasmano e avvicinano all’esistenza di altri uomini.

Insomma, a noi oggi non sembra il caso di andarcene in giro come fossimo dei libri. Perché siamo dei libri.

(rrb)

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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