martedì , 23 maggio 2017
Le news di Asterischi

Philip Dick e la fine del mondo. Ripartiamo da Ayn Rand.

Lo scorso dicembre avrebbe compiuto 83 anni, e il fatto di essersene andato nel 1982, non gli ha impedito di raccontare possibili sviluppi della società nel tardo (tardissimo) capitalismo.

Philip K. Dick, ormai “collaudato” autore di culto presso il grande pubblico, si è sempre più o meno deliberatamente confrontato con le barriere del mercato. Il passaggio ultraliberista, almeno per noi che l’abbiamo vissuto in ritardo, rispetto l’evoluzione degli States, si è ampiamente consumato, ma appare divertente rintracciare quello che l’autore californiano già prospettava negli anni ’60. O perlomeno giochiamo creativamente con le idee di PKD in materia di superamento dei grandi trust. E visto che a mettere cose in bocca ai morti siamo tutti molto bravi, abbiamo voluto provarci anche noi.

Il passaggio dal racconto The days of Perky Pat, scritto nel 1963, al romanzo The three stigmata of Palmer Eldritch, pubblicato l’anno dopo, serve, in qualche misura proprio a dirimere l’irrisolta questione dickiana dell’abbattimento delle frontiere del mercato. Il californiano riesce, se volessimo tracciare una sorta di logica immaginaria tra i suoi lavori di questo principio degli anni ’60, a chiudere il cerchio sull’estrema estensione del liberismo. Fino ad allora i romanzi dickiani avevano affrontato un cammino virtuale dell’economico snodato attraverso macchinazioni naziste, finte riedizioni del keynesianesimo, democrazie farsa, rivoluzioni fallite. In The three stigmata Dick decide di dare libero sfogo ai tentacoli del capitalista, che in una iperbole si libera dai retaggi terreni ed umani, puntando al punto di rottura delle barriere spazio-temporali. Una sorta di luogo di non ritorno, che, appunto, si risolverà soltanto in Dr. Bloodmoney, romanzo pubblicato lo stesso anno, dove si manifesta l’implosione del sistema e il ritorno al punto zero di quel mondo in cui l’ultraliberismo aveva dominato in lungo e in largo. Per dirla con Arrigo Colombo “La fine del liberismo si preannunzia come la fine di una forma storica obsoleta, che non risponde ma contraddice alla prassi-coscienza storica; che la storia abbandona nel suo farsi, nel suo progressivo instaurare e costruire la nuova forma”. Insomma Dick ci presenta l’epifania dell’ultimo capitalista, il dio dei venditori, che non si accontenta più di avere consumatori obbedienti, ma pretende dei fedeli. Palmer Eldricth è il superimprenditore che viene del cosmo, perché non si compiace più essere oltre lo Stato, ma vuole essere oltre e basta. Una sorta di demiurgo-venditore. Secondo Laura Minestroni si tratta di conoscere “il superimprenditore… sono uomini che riuniscono in sé diversi tipi di imprenditori: sono filibustieri e calcolatori furbissimi, signorotti feudali e speculatori insieme”. Ma forse anche siamo ancora più in là, dove non bastano più i criteri di Sombart per definire la struttura psichica dell’imprenditore moderno: la grandezza materiale, la rapidità del movimento, la novità, il senso di potenza. Chi ci salverà da Palmer? Insomma Dr Bloodmoney, pubblicato solo nel 1965 e scritto due anni prima, aveva chiari riferimenti al terrore nucleare di quegli anni (era passata da poco la crisi missilistica di Cuba) anche se l’americano lancia un passaggio, non proprio casuale, che si ricollega alla fine del capitalismo per come l’abbiamo conosciuto. Nei giorni postapocalittici del romanzo, uscito in Italia come Cronache dal dopobomba, si viveva in piccole comunità: “Nessuno più doveva dipendere dai grandi agglomerati, non ci sarebbero state che piccole città e individualismo, come aveva letto nei libri di Ayn Rand. Sarebbe stata la fine del conformismo, della mentalità di massa e di simili brutture”. Ripartire si può. Con Ayn Rand sul comodino.

(rrb)

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com