martedì , 27 giugno 2017
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Personaggio in cerca d’autore: Il vecchio Eguchi

La casa delle belle addormentate

Cognome, nome e varie: Eguchi Yoshio, o meglio, Il vecchio Eguchi

Padre: Yasunari Kawabata

Romanzo: La casa delle belle addormentate, 1961, traduzione di Mario Teti per Mondadori, 1972.

Età: «Sessantasette anni di vita.»

Famiglia: «Eguchi aveva moglie e figli. […] Il vecchio Eguchi aveva un nipotino poppante. Tre figlie sposate avevano partorito nipotini.»

“Amicizie” di gioventù: «Eguchi aveva un’amante ancor prima di sposarsi. […] Eguchi sapeva che lei era morta più di dieci anni innanzi. Ma il ricordo di quella ragazza era ancora vivo, legato ormai a tre sole immagini: il cappuccio bianco della bimba, la bellezza e il nitore del grembo della ragazza e i suoi capezzoli insanguinati.»

“Amicizie” di vecchiaia: «Allora Eguchi aveva sessantaquattro anni, lei poteva averne tra i ventiquattro e i ventotto. Il vecchio pensava che quello sarebbe stato l’ultimo contatto con una giovane donna. Due notti appena, ma anche a considerare che in realtà si era trattato di una sola, era stato bello; quella che aveva dormito come una morta era diventata per Eguchi una donna indimenticabile.»

Il luogo delle nuove “amicizie” ignare: «Eguchi era giunto dopo qualche incertezza a quella casa, spinto dalla curiosità, ma era presumibile che i vecchi più colpiti di lui dal declino la frequentassero con più forte piacere e più profonda tristezza.», «Si era scontrato con la regola segreta di quella casa. Quanto più strana era la regola, tanto più rigorosamente la si doveva osservare. Se la si fosse infranta una sola volta, la casa sarebbe diventata uno degli innumerevoli postriboli. Sia la triste preghiera dei vecchi che i sogni tentatori sarebbe scomparsi.»

Opinioni sulla vecchiaia: «Ai vecchi la morte, ai giovani l’amore; di morte, una sola, di amori, tanti.»

Opinioni sulla donna: «Le donne sono infinite.»

Opinioni sul rapporto donna-vecchiaia: «Più ancora che tristezza o solitudine era lo sconforto raggelante della vecchiaia; che, nei riguardi della ragazza fragrante di giovane calore, si trasformò in compassione e tenerezza.»

Opinioni su se stesso: «Demone? Nulla di così definito! Semplicemente tu, con un piede nella fossa, dai troppa importanza al tuo sentimentalismo.»

 

Informazioni su Debora Borgognoni

Debora Borgognoni
Nasce a Pavia nel 1980. Dopo il diploma in Lingue Europee, studia fotografia professionale alla John Kaverdash School Academy di Milano e nel frattempo pubblica per Albatros il suo libro d’esordio “Caro diario…”

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