martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Personaggio in cerca d’autore: Tonio Kröger

 Origine familiare: « Tonio era figlio del console Kröger, il cui nome si leggeva impresso, a letteroni neri, sui sacchi di grano che ogni giorno venivano trasportati dai carri per le vie; e la grande, vecchia casa dei suoi avi era la più signorile di tutta la città. »

 

Aspetto esteriore: « Tonio [vestiva] un cappotto grigio, stretto alla vita da una cintura…Sotto il rotondo berretto di pelo, Tonio mostrava un visetto bruno, dai lineamenti disegnati con meridionale nettezza, e in cui gli occhi scuri, dolcemente ombreggiati, apparivano sognanti e un po’ spauriti sotto le palpebre troppo pesanti, mentre la bocca e il mento portavano il segno di un’insolita mollezza…Il suo passo era indolente, ineguale…»

Atteggiamento: « Tonio non parlava. Gli doleva il cuore. Aggrottava le sopracciglia un po’ oblique e teneva le labbra appuntite come per fischiare, mentre col capo piegato lateralmente guardava lontano, in un atteggiamento e con una espressione che gli erano consueti. »

Padre: «un distinto signore dagli occhi azzurri e pensosi, alto di statura e accurato nel vestire, e che portava sempre all’occhiello un fiore di campo»; «aveva un carattere nordico: contemplativo, profondo, corretto per puritanesimo e tendente alla malinconia…»

Madre: «la sua bella mamma dai capelli neri, che di nome si chiamava Consuelo ed era in tutto così diversa dalle altre signore perché il babbo un giorno era andato a prendersela in un paese giù in basso nella carta geografica »; «era di sangue esotico indefinito, bella, sensuale, ingenua, negligente e al tempo stesso passionale, e disordinatamente impulsiva…»

Rapporto con i genitori: «Tonio amava la sua mamma bruna e focosa che suonava a meraviglia pianforte e mandolino, ed era felice che non s’affliggesse per la sua dubbia posizione tra gli uomini. D’altra parte sentiva molto più dignitoso e rispettabile lo sdegno del padre con cui, nonostante i rimproveri subti, era completamente d’accordo, mentre trovavav un po’ scapestrata l’indifferenza serena della madre.»

Visione di se stesso: « perché son così stravagante e in conflitto con tutti, in dissidio con gli insegnanti e come un estraneo tra gli altri ragazzi?»

«un borghese che si sviò nell’arte, un bohémien con la nostalgia per la buona educazione, un artista con una cattiva coscienza. Poiché è appunto la mia coscienza borghese che mi fa scorgere, in tutto ciò che è arte, genio ed eccezione, qualcosa di profondamente sospetto; il che mi riempie di amorosa debolezza per tutto quel che è semplice, schietto e gradevolmente comune, per ciò che è morigerato e non geniale.»

Attitudine verso la poesia: « Lo zampillo, il vecchio noce, il violino e il mare in lontananza – il mar Baltico del quale, durante le vacanze, poteva spiare i sogni estivi – queste erano le cose ch’egli amava, delle quali, per così dire, si circondava, e tra cui si svolgeva la sua vita intima; cose i cui nomi si possono mettere in versi con bell’effetto; e infatti risuonavano assidue nei versi che Tonio Kröger solva talvolta comporre. »

« Da una parte, il figlio del console Kröger giudicava che sarebbe stato sciocco e volgare adontarsene […]. D’altro canto egli stesso si rendeva conto della stravaganza e, per essere sinceri, della sconvenienza insita nel fatto di scrivere versi, e in certo modo non poteva non dar ragione a tutti quelli che giudicavano tale abitudine come qualcosa di bizzarro. Solamente, questa convinzione non bastava a far sì ch’egli ne desistesse…»

«Si dedicò unicamente a quel potere che gli appariva come il più sublime della terra, quello al cui servizio si sentiva chiamato e che gli prometteva altezze e onori: il potere dell spirito e della parola.[…] Lavorava silenzioso, appartato, invisibile e pieno di disprezzo per quei mediocri che consideravano il genio un ornamento mondano e, poveri o ricchi che fossero, andavano in giro arruffati e cenciosi, o ricercavano il lusso con eccentriche cravatte, e insomma erano convinti di menare una vita insuperabilmente felice, affascinante e artistica; senza sapere che le opere di valore nascono solo sotto il premere di una vita cattiva, che colui che vive non lavora e che, per essere erfetti creatori, bisogna essere morti.»

Attitudine verso la vita: «Io amo la vita. … La “vita”, come eterna antitesi allo spirito e all’arte, non è una visione di sanguinaria grandezza, di beltà selvaggia, non è l’anormalità, per noi anormali. Il paese della nostra nostalgia è proprio la normalità, il decoro, la grazia, la vita in quello che ha di deliziosamente comune!»

Condizione esistenziale: «Io mi trovo in mezzo a due mondi, senza sentirmi a casa mia in nessuno di essi, e questo mi procura qualche difficoltà. Voi artisti mi chiamate un borghese, e i borghesi son tentati di mettermi in prigione…non so, fra le due cose, quale mi addolori di più.»

(mm)

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