martedì , 23 maggio 2017
Le news di Asterischi

Per (morte) Lucio Dalla

La leggenda narra di una vita privata cucita con cura sull’orlo più estremo dall’esaltazione di una carriera artistica che molti altri, invece, godono manifestare ad ogni piè sospinto. Di questi tempi scusate se è poco. E siccome niente di più privato può esserci della morte stessa, proprio per rispetto di Lucio Dalla, ci saremmo volentieri astenuti dal celebrare ridondante che oggi imbianca le pagine dei motori di ricerca e dei social network. Il solito tritacarne dei tempi di internet, si dirà, dove il ricordo somiglia sempre più ad un bollino da stampare sul proprio profilo, perché la storia passa pure dalle nostre case. E allora che ci stiamo a fare noi, ci chiederete. A noi piace ricordare Lucio Dalla, oltre e dentro le canzoni, perché ci faceva divertire in musica, ma anche – quello che nessuno o pochi ricordano – nelle dichiarazioni in assoluta libertà. Poteva consigliare alla sinistra di “leggere Evola” oppure che suonava alle Feste dell’Unità perché “pagavano bene”. Tutto questo era solo la prosecuzione del ritmo ludico e giocoso dei suoi brani, dove la vita, la storia e le storie, le bestemmie e la morte stavano assieme ma non si urtavano mai.

La canzone d’autore è come una grande famiglia: ogni volta che qualcuo se ne va lascia un vuoto incolmabile e tante, tantissime poesie in musica che ci aiuteranno a ricordarlo degnamente.

Questa volta ad andarsene è stato Lucio Dalla, autore di testi formidabili e di interessanti sperimentazioni musicali che hanno spaziato dal jazz al pop.

Tra le sue collaborazioni, oltre a quella con De Gregori che ha dato vita a due storici album e a una miriade di tour acclamati da pubblico e critica, ricordiamo quella con il poeta Roberto Roversi, i testi scritti per gli Stadio, l’amicizia con Guccini quella con Samuele Bersani.

Caro amico Dalla, ti scriviamo per salutarti un’ultima volta, immaginandoti col tuo ghigno e i tuoi buffi berretti che ti hanno reso famoso.

«Occhi di mare senza scogli

Il mare sbatte su di me

Che ho sempre fatto solo sbagli

Ma uno sbaglio che cos’è »

da Canzone, scritta con Samuele Bersani.

 «Intanto un mistico, forse un aviatore, inventò la commozione »

Da Com’è profondo il mare

 

 «Girando ancora un poco ho incontrato uno che si era perduto

gli ho detto che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino

mi guarda con la faccia un pò stravolta e mi dice “sono di Berlino”.»

da Disperato Erotico Stomp, eseguita dal vivo con De Gregori al concerto del Primo Maggio 2012.

(lm) (rrb)


 

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com