venerdì , 21 luglio 2017
Le news di Asterischi

Né stalinista, né franchista. Il dalinismo secondo Dalí.

(Salvador Dalí e Francisco Franco)

È il 1936.

In Spagna scoppia la guerra civile.

Dalí scrive: “La Spagna in fiamme avrebbe rischiarato il dramma della rinascita di un’estetica.[...] Tale fu il desiderio carnale della guerra civile in questa Spagna impaziente. Si sarebbe visto come era capace di soffrire, di far soffrire, di seppellire e disseppellire, di uccidere e far rivivere. Bisognava grattare la terra per riesumarne la tradizione e profanare ogni cosa per poter tornare ad abbagliare con tutti i tesori che il paese celava nelle sue viscere.”

Al ritorno in Catalogna, Dalí dimostra ancora una volta la singolarità delle sue scelte in campo politico, decidendo di appoggiare il regime franchista.

Aveva sempre dichiarato di essere disinteressato alla politica: diceva di trovarla aneddotica e miserabile, ma subiva fortemente il fascino della gente ricca e potente.

Deplorava la “fauna di disadattati mal lavati” che ruotava attorno al mondo surrealista, menti piccolo-borghesi assai poco brillanti.

Contrariamente a quanto i suoi detrattori possono immaginare, non piegò mai la sua arte a favore del regime, ma piuttosto ne sfruttò l’appoggio per promuovere spudoratamente se stesso.

“Io non sono né stalinista, né hitleriano…sono Dalinista!” diceva ed intanto pubblicizzava le opere di Federico Garcia Lorca senza che nessuno lo ostacolasse.

Anche i compagni surrealisti, nonostante l’espulsione dal gruppo proprio per le sue infatuazioni politiche, continuarono ad invitarlo alle manifestazioni pubbliche e beneficiarono delle sue capacità di “marketing” per diffondere la loro arte.

Nessun uomo però, per quanto geniale, può dirsi immacolato: discutibile fu, ad esempio, il telegramma di congratulazioni inviato a Franco per la fucilazione di quattro oppositori politici.

Oggi, però, quanti di voi lo ricordano per questo?

Il genio può scegliere di volare in libertà o di costruirsi una sfolgorante gabbia dorata.

“Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalí.”

(tv)

Informazioni su Tamara Viola

Tamara Viola
È bellabellabella in modo assurdo. In perenne lotta contro il sole, gli uomini con le camicie a maniche corte, le donne con l’eyeliner sbavato. Famosa gerontofila, cade spesso in amore. Sa leggere e scrivere.

4 commenti

  1. Credo che molti ignorino le debolezze e i difetti degli artisti. Le loro opere hanno una vita propria. Chi pensa alle piccinerie di Michelangelo davanti a La Pietà o ammirando la Cappella Sistina? Chi ricorda l’aspetto fisico di Leopardi leggendo i suoi meravigliosi versi?

  2. Buongiorno,
    vi scrivo perchè vorrei sapere se è possibile avere da voi gentilmente un’informazione.
    L’ultima frase citata di Dalì, che comincia con “Ogni mattina mi sveglio e guardandomi allo specchio, [...]” in che libro l’avete trovata, e a che pagina? Non riesco a trovare altre informazioni sulla citazione, né qui né altrove.
    Grazie!

  3. Tamara Viola

    Ciao Chiara,
    ho trovato la frase nel libro “La droga sono io. Pensieri ed aforismi di un artista eccentrico e geniale” edito da Castelvecchi. Non so indicarti la pagina, però. Ti lascio questo link che potrebbe esserti utile: http://www.libreriauniversitaria.it/droga-sono-io-aforismi-pensieri/libro/9788876155314

    Buona giornata!

    Tamara Viola

  4. Grazie mille Tamara!
    Buona giornata anche a te!

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