venerdì , 22 settembre 2017
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MilleSicilie – La luce di Siracusa

La contessa Anne De Noailles ha raccontato la bellezza della Sicilia cogliendone forse la sua radice più profonda: la luce. Nella raccolta edita nel 1913 Les Vivants e les morts, un estratto della quale, dedicato al viaggio in Sicilia, è stato pubblicato dalle Edizioni Novecento (L’antico azzurro), la poetessa scrive di Siracusa:«Mi sovviene di un canto di gallo a Siracusa!/Il mattino si destava, caldo e tempestoso;/il mare, percosso da un vento ampio e capriccioso,/danzava, ebbro di forza e intriso di luce». La natura, la luce, i colori ispirano la De Noailles e trovano continui riferimenti nella città:«[…] I balconi spagnoli si arrampicavano sui muri bianchi/ bruciati dal sole, con le loro linee curvate:/ nere catene suggellate al fremente granito[…]/i vividi gerani, accecanti, spargevano/ i loro rossi flutti nel candore del marmo…/ sentivo penetrare e bruciare nei miei occhi/ questo lampo pietroso, violento e inumano». Siracusa è anche storia, e la De Noailles non manca di evocare il passato, privilegiando, anche in questo caso, gli elementi naturali: «Al museo […]/ i busti sonnecchiavano dolenti, visi calmi,/che si impregnano ancora attraverso il vetro scintillante/ del vigore salino e del limpido etere».E poi ancora un richiamo alle nobili origini della città: «La fonte Aretusa […]/che porta, senza orgoglio, un mitico nome/emetteva un rumore leggero come di lacrime e foglie,/ nei freschi papiri, slanciati e morbidi…».

(rr)

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Un commento

  1. Nel 1913 le cose di Siracusa e l’ambiente erano diverse da adesso, chissà se la contessa Anne De Noailles racconterebbe Siracusa allo stesso modo a distanza di di un secolo…oggi gran parte della città è stata snaturata da scelte orribili di siracusani non degni della propria città.
    Concetto Scandurra (siracusano)

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