giovedì , 27 aprile 2017
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MilleSicilie – Ibn Gubayr a Messina, città dell’addio

messina

L’isola nel cuore del Mediterraneo, tra l’Africa e l’Europa, proprio grazie alla sua posizione geografica, ha costruito il mito della ricchezza artistica e culturale, divenendo patrimonio della curiosità mondiale. Oggi il turismo, ieri il commercio, hanno fatto della Sicilia un’importante meta di scambi mercantili per l’intero Mare Nostrum. Ibn Gubayr (1145-1217), viaggiatore arabo di Spagna, nell’opera Il viaggio racconta interessanti notizie sulla Sicilia arabo-normanna, soffermandosi, in particolare, su Messina, città del commercio per eccellenza, ma anche città dell’addio, ultima meta di chi lascia l’Isola e traghetta verso la parte alta dello stivale. Capoluogo di provincia, Messina, accoglie culture e razze diverse, «zeppa ella è di adoratori delle croci, sì che vi si affoga. Vi starai sicuro la notte e il dì, quand’anco il tuo viso, la borsa e la lingua ti svelassero straniero». La città dello Stretto è il porto siciliano per eccellenza che «ha di faccia il mare dal lato del mezzogiorno» ma solo per tre miglia che la isolano dal resto d’Italia. Scenario affascinante se si considera che «quivi il monte del vulcano, il quale per la sua altezza sterminata, porta, inverno e state, un mantello di nubi e un turbante di neve perenne». A ben vedere, già nel Medioevo, la Sicilia fa colpo per l’incontrastato paesaggio naturale, ricco di «mele, castagne, nocciole, susine e altra frutta». E Messina, città impetuosa e variopinta, sembra non essere cambiata, nonostante i secoli trascorsi.

Informazioni su Melania Caruso

Melania Caruso
Nasce a Catania nel 1989. Studia lingue e culture europee ed è mediatore interculturale. Tra le sue passioni, il cinema e la letteratura francese.

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