mercoledì , 18 ottobre 2017
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MilleSicilie – De Roberto e l’inferno dantesco alle gole dell’Alcantara

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Il paesaggio etneo è forse la meta più ambita dal viaggiatore incuriosito dalla naturalezza dell’ambiente vulcanico. Il rosso della lava si sposa col ghiaccio delle nevi che sovrastano la montagna nei mesi invernali. Dalla cima il percorso etneo continua in un itinerario sempre meno ripido e più dolce, fino ad arrivare alle gole dell’Alcantara, fiume il cui nome testimonia l’invasione degli Arabi in Sicilia. A subire il fascino di quest’area sub-etnea è stato il celebre Federico De Roberto che nel 1909 pubblica Randazzo e la valle dell’Alcantara, celebrando, in una suggestiva narrazione, l’oasi tra Catania e Messina. Il passaggio del fiume richiama un paese, un villaggio che risentono dell’eco morbida e sensuale dell’Alcantara: Castiglione e Francavilla ne segnano il bacino centrale. «Qui la bellezza del paesaggio è propriamente singolare. Castiglione sorge sopra un’enorme rupe, che si sporge, staccandosi dai contrafforti etnei, come un promontorio verso la pianura di Francavilla somigliante per la pompa della vegetazione ad un verde lago». L’iter dell’Alcanatara continua verso Motta Camastra per la valle del Petrolo e per le gole di Larderia. E una parte del fiume ghiacciato sfocia nel mare di Fiumefreddo, così chiamato per le basse temperature acquifere. Come lo stesso De Roberto racconta, «non occorre molto sforzo di fantasia allo spettatore per credersi trasportato dinanzi a qualche paesaggio dell’inferno dantesco».

Informazioni su Melania Caruso

Melania Caruso
Nasce a Catania nel 1989. Studia lingue e culture europee ed è mediatore interculturale. Tra le sue passioni, il cinema e la letteratura francese.

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