lunedì , 21 agosto 2017
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MilleSicilie – Catania, la bella al principio del Novecento

Oggi la corriera di Asterischi.it ci porta a Catania, praticamente a casa nostra. La città è descritta dal celebre scrittore Vitaliano Brancati che, nonostante le sue origini siracusane, dedica alla cittadina etnea, nella quale è sepolto, il racconto Nemici, tratto dall’opera Il vecchio con gli stivali e altri racconti, pubblicato nel 1947. La città dove «la notte più nera non riesce a render bruno il mandorlo fiorito; i girasoli che s’affacciano dai muri come barboncini sonnacchiosi; i papaveri che alti quanto bambine che poggiano la testa sul fianco dei grandi», la città protetta dal grande vulcano che, come una madre coi figli, affonda le radici in ogni quartiere sino ad arrivare al mare, aspro e roccioso dapprima, basso e sabbioso verso Siracusa. «Catania, oh Catania, era bella al principio del Novecento!», così esordisce l’autore, pieno di entusiasmo e desiderio durante una delle tante passeggiate tra le viuzze catanesi dove ad «un odore di cipria, delicato come i visi delle donne che la portavano, si aggiungeva un gradevole odore di finimenti di cuoio per il gran numero di carrozze padronali che scorrevano da un capo all’altro del corso». Catania, un’immagine di forza e patriottismo, una città devota ad Agata, la Santa Patrona. La città dove «la gente si amava più che ai giorni nostri», dove al paesaggio folkloristico si fonde l’odore di asfalto fresco, appena calpestato e di pesce, appena pescato.  

(mc)

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