lunedì , 11 dicembre 2017
Le news di Asterischi

MilleSicilie – Bagheria, la porta del vento

«Il nome Bagheria pare che venga da Ba bel ghiri che in arabo significa porta del vento. Altri dicono invece che Bagheria provenga dalla parola Bahariah che vuol dire marina. Io preferisco pensarla come porta del vento, perché di marino ha molto poco, Bagheria, sebbene abbia il mare a un chilometro di distanza. Ma è nata, nel suo splendore architettonico, come villeggiatura di campagna dei signori palermitani del Settecento e ha conservato quell’aria da “giardino d’estate” circondata di limoni e ulivi, sospesa in alto sopra le colline, rinfrescata da venti salsi che vengono dalle parti del Capo Zafferano». Così Dacia Maraini presenta la sua città, a cui nel 1993 dedica l’omonimo libro edito da Rizzoli, intrecciandone le caratteristiche e la storia con le vicende della sua famiglia, senza mai tralasciare gli aspetti di denuncia verso una Bagheria che «ha così poco amore di sé che non conserva neanche le sue memorie più preziose», che presenta oggi un «paesaggio ruvido e secco, arido e mortuario» paragonato alla mentalità della gente che lo abita e alla «violenza di un certo modo di fare politica». «Vado a Bagheria, e vedo come hanno sfondato mezzo paese per fare entrare l’autostrada nuova fiammante fin sotto casa, buttando giù gli antichi giardini, abbattendo colonne, capitelli, alberi secolari e mi si chiude la gola». Passato e presente quindi ci fanno pensare di star parlando proprio di due città diverse.

(as)

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