mercoledì , 13 dicembre 2017
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MilleSicilie – La povera Agrigento di Alexandre Dumas padre

Non è tutto oro quello che luccica, e anche per una terra così ricca come la Sicilia vale questo detto. Lo percepisce Alexandre Dumas padre che nel suo Viaggio in Sicilia, passando in rassegna le città visitate, accosta la bellezza del paesaggio e le qualità degli abitanti allo squallore edilizio e le condizioni di vita non molto favorevoli.

«Mai avevo visto Dio così da vicino e, di conseguenza, mai così grande e maestoso», afferma riferendosi all’isola, ma non perde occasione, visitando Siracusa, Alicudi, Lipari, per soffermarsi sulla sporcizia, sui mendicanti che riempiono l’entrata di chiese e conventi e sulla bruttezza delle case arroccate che «sembravano un cumulo di pietre allineate male».

Agrigento cattura particolarmente la sua attenzione e dopo averne tracciato un quadro storico, riflette sul cambiamento che l’ha portata a «povera discendente di una razza regale». Il grande patrimonio archeologico cozza con la città, le cui case appaiono «luride e malamente costruite», così come gli stracci che vestono le donne contrastano con l’eleganza e la fermezza con cui portano l’anfora per andare a rifornirsi di acqua. Se la Valle dei Templi lo affascina e risveglia in lui l’interesse per la mitologia facendolo viaggiare anche nel tempo, la città non lo trova impreparato né troppo coinvolto per non accorgersi del vero stato delle cose. Verrebbe quasi da chiedersi se il 1835 sia poi così lontano dal 2012.

(as)

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