martedì , 12 dicembre 2017
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M*A*S*H: un addio da 105,9 milioni

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11 stagioni, 251 episodi, per un totale di 11 anni, dal 1972 a ieri. Solo numeri? E non vogliamo fare il conto degli spettatori che ieri, 28 Febbraio 1983, sono rimasti incollati al piccolo schermo, canale CBS? Ma sì, dai, perché no? Visto che il numero supera di gran lunga quello di ogni passato evento americano. 105, 9 milioni di telespettatori.

Stiamo parlando della già mitica serie televisiva M*A*S*H ideata da Larry Gelbart, ispirata all’omonimo film di Altman datato 1970 che a sua volta è stato liberamente tratto dal romanzo che Richard Hooker scrisse nel 1968. Questo mix di letteratura, realtà e fiction racconta gli anni della guerra di Corea; i suoi protagonisti sono i medici del 4077th Mobile Army Surgical Hospital statunitense in Huijeongbu dal 1950 al 1953, il M.A.S.H appunto. Il Capitano Benjamin Franklin porta con sé l’appellativo di Occhio di Falco Pierce, datogli dal padre dall’«unico libro letto dal vecchio», L’ultimo dei mohicani. È l’indiscusso protagonista di M*A*S*H ed è anche il più insofferente alle regole. Il Capitano “Trapper” John è un ex-quarterback e un seduttore, come suggerito dal nome, oltre che il burlone del gruppo. Il più pacato sembra essere il Capitano BJ Hunnicutt, medico persino nel DNA, perché quarto per generazione in una famiglia di chirurghi. E infine lei, il Maggiore Margaret Houlihan, il cui soprannome, “Hotlips”, deriva da una scena di sesso simil-comica.

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Il romanzo e il film sono stati entrambi di stampo umoristico, ma M*A*S*H, il telefilm, ha connotazioni più drammatiche. Lunga storia anche per questo cambio di registro, che ha visto sorgere polemiche per lo strano sfottò verso la tragica guerra di Corea, in un periodo anti-bellico come gli anni dei figli dei fiori. …Come gli anni della guerra nel Vietnam, così come dichiarato dal critico cinematografico Goffredo Fofi: «Il film parla della guerra in Corea e allude al Vietnam, ma come Kubrick nel Dottor Stranamore, sceglie la strada “enorme” della farsa e non quella della denuncia.»

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Ma come detto, quel M*A*S*H Almaniano fa parte di un’altra storia. L’evento a cifre colossali di ieri sera è l’ultimissima puntata di un telefilm che al di là delle sue nobili origini letterarie e cinematografiche, è riuscito a sopravvivere 251 episodi. Si è concluso nel modo più logico, il ritorno a casa. Con qualche lacrimuccia dei protagonisti per la tanto desiderata libertà, il M*A*S*H viene smantellato. Restano i commenti di chi ieri sera ha salutato la serie tv di Larry Gelbart. C’è chi ricorda maggiormente il film e chi già rimpiange Hotlips, chi ripiegherà su Happy Days, e chi spera in un seguito che però appare improbabile. Ma si sa, the show must go on. E la tv americana produrrà altri numeri. E di certo continuerà a tenerci incollati al suo piccolo schermo.

Informazioni su Debora Borgognoni

Debora Borgognoni
Nasce a Pavia nel 1980. Dopo il diploma in Lingue Europee, studia fotografia professionale alla John Kaverdash School Academy di Milano e nel frattempo pubblica per Albatros il suo libro d’esordio “Caro diario…”

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