venerdì , 15 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Mario Vargas Llosa – Le passerelle e la cucina stanno soppiantando l’arte e la filosofia/2


Mario Vargas Llosa

Pubblichiamo la seconda parte della traduzione di un’intervista di Nuria Azancot a Mario Vargas Llosa, pubblicata sulla rivista online El Cultural.es

(puoi trovare la prima parte dell’articolo all’indirizzo: http://www.asterischi.it/mario-vargas-llosa-le-passerelle-e-la-cucina-stanno-soppiantando-l%E2%80%99arte-e-la-filosofia
e la versione originale a: http://www.elcultural.es/version_papel/LETRAS/30860/Mario_Vargas_Llosa_Las_pasarelas_y_la_cocina_estan_suplantando_al_arte_y_la_filosofia)

Erotismo e religione

-Parlando di catastrofi, nel libro assicura che l’attuale scomparsa dell’erotismo lo è. Con quali conseguenze?
-Con un grande impoverimento di una fonte straordinaria di piacere e di creatività; se il sesso si trasforma in qualcosa di ordinario, in una ginnastica priva di rituali o di forme e smette di essere un atto creativo è come se scomparissero l’alta letteratura o la grande cultura.

-E dall’eros alla religione…
-Credo che solo a una minoranza la cultura serva per rimpiazzare la religione, perché la maggioranza degli esseri umani ha bisogno di qualcosa che le garantisca qualche forma di sopravvivenza, per non cadere nell’anomia, l’angoscia o la disperazione. Ma nemmeno credo sia incompatibile l’esistenza di una ricca vita spirituale con una società democratica, sempre che la religione non si identifichi con lo Stato, perché in quel caso svanisce la libertà. Lo Stato deve essere laico, ma questo non è ostacolo perché la società goda di una vita spirituale molto ricca nella sfera privata. E deve essere accettata, perché altrimenti può accadere che si veda soppiantata da culti strani, sette o soperchierie.

-Da qualche settimana viviamo i crimini xenofobi della Francia: perché crede che a molti sia sembrato quasi “accettabile” che l’assassino fosse un nazista, e ha infastidito che dietro i sette assassinii ci fosse uno yihadista?
-Dunque, mi sembra terribile che ragioni ideologiche possano considerarsi attenuanti di un assassinio; ciò che c’è dietro tutto questo è una barbarie omicida che deriva dal fanatismo politico-religioso, e bisogna combatterlo, bisogna essere implacabili.

-Eppure non siamo complici quando permettiamo il velo nelle scuole, in onore alla tolleranza culturale?
-La mia posizione è molto chiara: credo che una società democratica non può permettere, in  nome del rispetto alle altre culture, che sorgano enclavi dove ancora si continui a discriminare la donna, e si continui ad accettare cose mostruose come i matrimoni combinati dai genitori o l’ablazione. Bisogna accettare la diversità ma sempre entro i canoni della legalità e della libertà, che sono le grandi conquiste delle società democratiche, a questo non si può venir meno.

 

Obama e il disastro repubblicano

-Come vede l’imminente campagna presidenziale degli Stati Uniti? Perché qualche anno fa Obama le sembrava il presidente ideale, e ha confessato la sua delusione…
-Mi aspettavo di più da lui, ma così come si presenta il panorama nordamericano in queste elezioni c’è da sperare che vinca Obama e non uno di questi candidati repubblicani che sembrano essere a un’asta per vedere chi è più intollerante o più prevenuto di fronte agli immigrati e di fronte alla modernità scientifica. Mi sembrano terribili i dibattiti tra i candidati repubblicani, soprattutto perché il repubblicanesimo ha una tradizione liberale che sembra scomparsa. Sì, c’è da sperare che nessuno di quei fanatici intolleranti vinca le elezioni nordamericane; sarebbe gravissimo per il futuro della libertà e della tolleranza nel mondo.

-Nel libro spiega che è vittima della pirateria, e che di otto suoi libri che si comprano, per esempio, in Perú, sette sono illegali: crede che sia possibile impedire gli abusi?
-Spero di sì. Sono molto dispiaciuto della situazione, non solo per le mie entrate, ma anche perché mi sembra deplorevole che non ci sia nessun tipo di censura sociale contro la pirateria, se non al contrario, che sia incoraggiata. Fortunatamente in altri paesi dell’America Latina, in Europa e Stati Uniti si sta combattendo, ma in Perù ancora non c’è coscienza della gravità di questa frode né delle sue conseguenze se si contagiano gli altri strati della vita economica del paese.

 

-Ora che tutto il paese è in crisi, Stati e istituzioni pubbliche e private tagliano drasticamente i loro sussidi a musei, case editrici, artisti…
-Dunque, io credo che non solo sia dannoso ma anche pericoloso per la salute democratica di un paese che la responsabilità di finanziare la cultura sia fondamentalmente statale, perché lo Stato, quando presta aiuto, cerca benefici. Ma sono convinto che l’insieme della società dovrebbe assumere tale responsabilità, e questo fortunatamente avviene nei paesi anglosassoni, dove il grosso del consumo culturale proviene dalla società civile. Negli Stati Uniti, per esempio, è molto interessante cos’è che fa funzionare il MOMA, un museo assolutamente straordinario: il 90 per cento del suo budget proviene dalla società civile, da imprese private, da fondazioni, da famiglie. Lo stesso accade con il Metropolitan, che riceve una parte delle sue risorse dallo Stato ma credo di non sbagliarmi nel dire che il grosso delle sue risorse proviene da organizzazioni private. A me sembra che questo sia più sano del dipendere dallo Stato, che è la tradizione europea.

Traduzione di (lc)

Informazioni su Laura Coletta

Laura Coletta
Classe 1988, Caserta. Laureata in lingue e letterature straniere, si sta specializzando in traduzione letteraria. Vive di grandi passioni, caute aspettative e affetti autentici. Può bastare.

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