martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Lo zucchero filato di Philippe Delerm

 

«È il tipo di cosa che vi stupite di trovare ancora. […] Lo zucchero filato veniva venduto con una sorta di bizzarra generosità: ce n’era sempre troppo.»

Cuoco: Philippe Delerm

Ingredienti: zucchero «Vi viene da sorridere per il colore; a scelta, rosa Barbie, violetto tipo permanente della nonnina, verde pancia di rana di peluche.»

Preparazione: «Guardavate, in un angolo del bancone, la piccola soffiera che rendeva vaporoso lo zucchero filato. Il venditore teneva il bastoncino basso basso, con una specie di deferenza per quel mistero programmato di rivestimento esagerato, di gonfiatura infinita.»
«e nel momento stesso in cui sta per cadere sul bancone, come se niente fosse il venditore si avvicina e lo tira su, questione di un attimo.»

Come si mangia: «Lo zucchero filato non si mangia, tanto per cominciare. Si mordicchia nella parte più panciuta, e l’inizio non è sgradevole, qualche briciolina di neve spiluccata. Ma ben presto tutto si guasta. Bisogna attaccare il corpo del reato, tentare di strapparne i brandelli. A quel punto si rivela l’essenza zuccherina e stopposa della materia, e non la smette più di incollarsi alle labbra, alle guance, vi sentite invasi. Il bastoncino diventa appiccicoso, mangiate giusto quanto basta per non essere ridicoli.»

Dove comprarlo: «E poi ecco, vi trovate ad accompagnare dei bambini al luna park, passate un bel po’ di tempo davanti alle giostre e, d’un tratto, vi dite: lo zucchero filato, perché no?»

L’opinione: «…perché chi guarda una giostra ha diritto di tenere in mano il suo zucchero filato.»

 

(as)

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