martedì , 23 maggio 2017
Le news di Asterischi

L’impero dei sensi esiste

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Nagisa Oshima è venuto a mancare lo scorso gennaio. Il regista giapponese, che aveva cominciato la sua carriera nel 1959, ha girato alcune tra le più controverse pellicole nipponiche tra gli anni sessanta e settanta prima raggiungere la fama globale e la gloria imperitura con Ecco l’impero dei sensi (1976), che sopravvisse nonostante la devastazione operata dalla censura alla prima uscita italiana. Non c’è da stupirsi: siamo di fronte a un ritratto ‘estremo’, ma forse sin troppo vero di come dovrebbe adagiarsi sulla vita un rapporto di coppia, dove la materialità prevale e avvinghia ogni cosa in una sorta di rincorsa reciproca alla conquista del corpo dell’altro che diluisce, o annette, tutto il resto. L’amplesso scandisce e segna la quotidianità dei due amanti in una specie di pendolo che ondeggia tra il dare e ricevere piacere. Insomma, una storia d’amore, dove diventa superfluo tutto quello che amore non è. Le unioni dei due amanti non hanno carattere ordinario e, soprattutto, non si pongono limiti nel divorare questa loro naturale reciproca possessione. Persino l’atto finale, che è l’annullamento esistenziale ovvero la morte, è soltanto il placido seguito dell’ultimo capitolo del libro del piacere. Le censure non hanno impedito che la storia si tramandasse perché l’Impero dei sensi esiste e non ha confini se non nei tristissimi limiti imposti da chi è intrappolato in un metro quadro di pensiero.

 

Informazioni su Filippo Grasso

Pare che si diverta a leggere, ma, in realtà, passa in rassegna soltanto le quarte di copertina. Adesso che ha svelato il suo segreto vi ucciderà tutti.

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