martedì , 23 maggio 2017
Le news di Asterischi

Libri contro l’estate – Leggete e state a casa 4

Quinto appuntamento con i libri e l’estate. E non con i libri estivi, ma con quelli che ci consolano e ci proteggono dalla stagione rovente.

Siamo quasi giunti alla fine delle vacanze, e ancora immersi nel caldo, pensate al ritorno a casa, perché alla fine siete partiti tutti, e noi lo sappiamo. Ma quale pena tornare alla routine quotidiana… Riconsegnarsi agli altri, al lavoro, al silenzio delle proprie case, ai libri lasciati a metà per pigrizia, per la smania di divertimento.  Per molti questo periodo di ripristino rappresenta un vero e proprio trauma, quella tipica roba post-crociera in cui tutti stanno nella vasca, o nella doccia, per i più modesti, a piagnucolare. E ogni anno è la stessa storia.

Avete mai pensato di restare sul serio a casa? Immaginate quanto risparmiereste, oltre che economicamente, in tristezza finale. Da cosa scappate ogni anno quando decidete il vostro bel viaggetto rilassante, che di rilassante ha sempre molto poco? Dalla noia, probabilmente.

Ma nei momenti di sconforto, mentre il caldo vi tormentava, le spiagge vi debilitavano, le feste vi distruggevano, le code ai caselli vi snervavano, gli aeroporti vi facevano perdere e con voi amabilmente i vostri bagagli, non avete forse pensato che sarebbe stato meglio leggere e restare a casa? Noi pensiamo di sì.

Questa settimana quindi, vi illustriamo i ritorni tragici della letteratura.

I Malavoglia, Giovanni Verga, Einaudi

Il ritorno vi intristisce? Pensate a come sarebbe non tornare più.

La famosissima storia di una famiglia siciliana che oltretutto ha molto a che fare con il mare. Ma concentriamoci sul ritorno a casa di ‘Ntoni, nella parte finale della storia. Quello di cui si rende conto è che non avrebbe mai dovuto lasciare la sua casa, l’unico luogo in cui avrebbe potuto vivere bene. Tornare per lui significa scontrarsi con l’amara realtà, che lo vede indegno di riprendere il suo dapprima disprezzato tetto, e quindi costretto ad andare altrove.

Feria d’agosto, Cesare Pavese, Einaudi

Viaggiare verso i luoghi dell’infanzia? Non aspettatevi serenità.

Ce lo dice Pavese, che intesse delle storie in cui la partenza e il ritorno si confondono lasciando solo l’orrore del quotidiano. In fondo si può decidere di partire per tante ragioni: scappare, cercare una distrazione, scoprire nuovi luoghi o persone. Ma alla fine un viaggio, soprattutto estivo, non è che una parentesi, e non c’è partenza che in fondo non si chiuda con un ritorno. Torniamo a casa stanchi e con i bagagli pieni di cose nuove, ma anche di panni sporchi. Anche il viaggio si sconta e ci sfinisce, distrae perché impone nuove domande a cui cercare risposta.. ma quelle da cui sei sfuggito? Loro restano a casa e ti aspettano impazienti.

 L’inconsolabile, da Dialoghi con Leucò, di Cesare Pavese, Einaudi

Partire per poi tornare indietro? Tanto vale evitare lo sforzo.

Orfeo ed Euridice: una delle storie che più ha affascinato l’umanità per la forza dell’amore, la potenza della musica e la tragicità della vita, rivista dagli occhi del protagonista, che finalmente, dopo secoli, si spiega. E la triste questione del “perché si è voltato”, lo stesso Orfeo la risolve così: «Ridicolo che dopo quel viaggio, dopo aver visto in faccia il nulla, io mi voltassi per errore o per capriccio». Forse questo paragone è esagerato, ma chi parte, anche per delle semplici vacanze estive, non può di certo pretendere di trovare al ritorno tutto com’era prima. E Orfeo, un po’ in ritardo, ma forse invece giusto in tempo, l’ha capito. E voi?

 

 

Ecco gli altri post sul tema:

L\’estate uccide, i libri (forse) ci salveranno

Libri contro l\’estate – Leggete e state a casa/1

Libri contro l\’estate – Leggete e state a casa/2

Libri contro l\’estate – Leggete e state a casa/3

(as/ss)

 

 

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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