martedì , 26 settembre 2017
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Le Quaglie ai petali di rosa di Laura Esquivel

 

 

«D’un tratto sentì chiaramente la voce di Nacha, che le dettava una ricetta preispanica dove si utilizzavano i petali di rosa. Tita l’aveva mezza scordata, giacché per farla ci volevano i fagiani, e nel rancio non si era mai allevato questa specie di volatile.

L’unica cosa disponibile al momento erano le quaglie, di modo che si decise di alterare leggermente la ricetta, a patto di utilizzare i fiori.»

 

Cuoco: Laura Esquivel

Ingredienti:

-          12 rose, preferibilmente rosse

-          12 castagne

-          2 cucchiai di burro

-          2 cucchiai di fecola di mais

-          2 gocce d’essenza di rose

-          2 cucchiai di anice

-          2 cucchiai di miele

-          2 teste d’aglio

-          6 quaglie

-          1 pithaya rossa

 

Preparazione:

«Spennare le quaglie, sviscerarle e metterle a friggere. Si leghino le zampe, perché l’uccello conservi una postura graziosa allorché messo a dorare nel burro, con una spolverata di pepe e sale a piacere.

Si stacchino con cura i petali dalle rose, in modo da non pungersi le dita. Una volta sfogliati, si macinano assieme all’anice.

 A parte, le castagne si mettono a dorare, sgusciate, e si cuociono in acqua. Dopodiché le si riduce in purea. L’aglio sarà tritato finemente e messo a dorare nel burro; una volta ben fritto gli si aggiunge la purea di castagne, il miele, la pithaya macinata, i petali di rosa, e sale a piacimento. Per addensare un poco la salsa, vi si possono aggiungere due cucchiaiate di fecola di mais. Infine, si passa per un setaccio e vi si aggiungono solo due gocce d’essenza di rose, non di più.

Quando la salsa è ben condita si ritiri dal fuoco. Le quagli saranno immerse nella salsa per soli dieci minuti, perché se impregnino del suo sapore, dopodiché saranno tolte. Queste si mettono in un vassoio, gli si versa la salsa e si decorano con una rosa intera al centro e con petali ai lati, oppure si possono servire direttamente in un piatto individuale invece di usare il vassoio.»

 

Dove trovarla: nei ranci disseminati nella riarsa campagna argentina

 

Effetti della pietanza: «A Gertrudis successe qualcosa di bizzarro. Sembrava che l’alimento che stava ingerendo produceva in lei un effetto afrodisiaco, tanto che iniziò a sentire un calore intenso invaderle le gambe.

Sentì un’imperiosa necessità di fare un bagno e corse a prepararlo.

Il calore che esalava il suo corpo era talmente intenso che, presa dal panico di morire arsa dalle fiamme fuggì via correndo dalla stanza, così com’era, completamente nuda.

Juan abbandonò il campo di battaglia senza sapere perché. Una forza superiore controllava le sue azioni. Lo guidava l’odore del corpo di Gertrude. Arrivò giusto in tempo per scoprirla mentre correva in mezzo alla campagna.»

Senza smettere di galoppare per non perder tempo, si inclinò, la afferrò per la vita, la montò a cavallo davanti a sé sistemandola  in modo da stare faccia a faccia, e se la portò via.

Il movimento del cavallo si confondeva con quello dei loro corpi mentre realizzavano la loro prima copulazione in pieno galoppo e con alto coefficiente di difficoltà.»

 

L’Opinione: «Da quel giorno le quaglie ai petali di rosa diventarono un muto ricordo di questa esperienza affascinante. Tita le cucinava ogni anno come omaggio alla libertà che sua sorella aveva conquistato, e curava con speciale puntiglio la decorazione delle quaglie.»

 

Nota:

Le citazioni sono tratte da “Como agua para chocolate” , la traduzione è a cura di Asterischi (ct)

(La ricetta è stata pubblicata in versione cartacea sul Quotidiano di Sicilia.)

(ct)

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