lunedì , 23 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Le città invisibili – La luna di Jules Verne

Nome: Luna

Romanzo: Dalla Terra alla Luna

Esploratore: Jules Verne

Prima c’erano i sognatori:«Permettetevi, egli riprese, di rammentarvi con brevi detti, in qual modo alcune teste calde imbarcate per viaggi immaginari, pretesero di aver penetrati i secreti del nostro satellite. Nel secolo diciassettesimo, certo Davide Fabricius si vantò di aver veduto co’ propri occhi gli abitanti della luna. Nel 1649 un francese, Giovanni Baudoin, pubblicò il Viaggio fatto nel mondo della Luna da Domenico Gonzales, avventuriero spagnuolo. In quel torno, Cyrano di Bergerac diede alla luce le celebri spedizioni che fecero tanto rumore in Francia. Più tardi, un altro francese – quella gente si occupava della luna – il noto Fontenelle scrisse La pluralità dei mondi, un capolavoro pel suo tempo; ma la scienza, nel progredire, annichila anche i capolavori! Verso il 1835, un opuscolo tradotto del New-York American raccontò che sir John Herschell, mandato al capo di Buona Speranza per farvi degli studi astronomici, col mezzo di un telescopio perfezionato da una luce interna, aveva ravvisato la luna alla distanza di ottanta yards. Allora egli avrebbe veduto distintamente delle caverne, nelle quali vivevano ippopotami, verdi montagne adorne di frange d’oro, montoni dalle corna d’avorio, caprioli bianchi, e abitanti con ali membranose come quelle del pipistrello. Questo opuscolo, lavoro di un americano chiamato Locke, ebbe un esito brillantissimo. Ma in breve fu riconosciuto ch’era una mistificazione scientifica, ed i francesi furono i primi a ridere.»

Non taciamo di Poe:  «Per terminare il rapido cenno storico, aggiungerò che un certo Hans Pfaal di Rotterdam, slanciandosi in un pallone riempiuto di un gas estratto dall’azoto e trentasette volte più leggero dell’idrogeno, raggiunse la luna dopo 19 giorni di viaggio. Questa corsa, al pari de’ precedenti tentativi, era semplicemente immaginaria, ma fu l’opera di uno scrittore popolare in America, di un ingegno bizzarro e contemplativo. Ho nominato Poe!»

Ah, gli americani: «Appunto come se avesse compreso che trattavasi di lei, la luna brillava allora con una serena magnificenza, facendo impallidire colla sua intensa irradiazione i fuochi circostanti. Tutti i Yankees dirigevano le pupille verso il disco scintillante; gli uni la salutavano colla mano, gli altri la chiamavano con dolci nomi, questi la misuravano collo sguardo, quelli la minacciavano colle pugna; dalle otto a mezzanotte, un ottico di Yonés Hall-street fece la sua fortuna vendendo occhiali. L’astro della notte era occhieggiato come una lady della scelta società. Gli Americani già lo trattavano con libertà da proprietari. Pareva che la bionda Febe appartenesse ai nostri audaci conquistatori, e già facesse parte del territorio dell’Unione. Eppure non si trattava ancora che di mandarle un proiettile, modo abbastanza brutale per istringere amicizia anche con un satellite, ma molto in uso nelle nazioni incivilite».

Non siamo sulla luna, siamo la Luna: «Quante questioni non sollevava tale inatteso scioglimento! Quale situazione gravida di misteri non riserbava l’avvenire alle investigazioni della scienza! Grazie al coraggio ed al sacrificio di tre uomini, l’impresa, futile in apparenza, di mandare una palla nella Luna aveva ottenuto un immenso risultato, le cui conseguenze sono incalcolabili. I viaggiatori imprigionati in un nuovo satellite, se non avevano raggiunta la meta, facevano almeno parte del mondo lunare; essi gravitavano intorno all’astio delle notti, e, per la prima volta, l’occhio poteva penetrarne tutti i misteri. I nomi di Nicholl, di Barbicane, di Michele Ardan dovranno dunque essere per sempre celebri nei fasti astronomici, poichè questi arditi esploratori, bramosi d’allargare la cerchia delle umane cognizioni, si sono audacemente lanciati attraverso lo spazio ed hanno posto in non cale la loro vita nel più bizzarro tentativo dei tempi moderni».

(rrb)

 

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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