domenica , 20 agosto 2017
Le news di Asterischi

Le città invisibili – La Bari di Carofiglio

 

 

 

Bari: «La vita di Bari arrivando da sud, di notte, è la mia preferita. C’è il mare, scuro ma non minaccioso, c’è la linea del lungomare e poi del porto, piena di luci e promesse, ci sono gli edifici più alti – la torre della Provincia, il campanile della cattedrale di San Sabino, il grattacielo della Motta, costruito dove un tempo esisteva la prima casa del Borgo murattiano – che danno ritmo alla silhouette della città, ci sono i lampioni di ghisa e gli zampilli nel mare.

Tutto, entrando da quella parte, comunica un senso di piccola metropoli, cordiale e accogliente. È bello.»

 

Guida: Gianrico Carofiglio e l’avvocato Guido Guerrieri.

 

Il Liceo Orazio Flacco: «Passammo davanti all’Orazio Flacco, il nostro liceo, che fu costruito nel 1933 e che sembra la scuola di Hogwarts.»

 

L’università e il centro storico: «La Facoltà di Giurisprudenza si trova in Piazza Cesare Battisti, alle spalle dell’Ateneo, a due passi da tutto nel cuore della città: il cosiddetto Borgo Murattiano. Il centro ottocentesco di Bari ha la conformazione del castrum romano, come Torino. È composto di isolati regolari a forma di rettangolo; le vie sono diritte ed è impossibile perdersi, sia a piedi, sia in auto.»

 

Lungomare: «Scivolammo sul lungomare Imperatore Augusto, che costeggia le mura della città vecchia, piegammo al fortino Sant’Antonio e superammo il Gran Cinema Margherita.»

«Percorremmo il lungomare, superammo i palazzi in stile fascista (a dire il vero non brutti, muniti di una loro dignità stilistica) della Provincia con la Pinacoteca, dell’Aeronautico, dei Carabinieri, del Corpo Forestale; arrivammo all’altezza della spiaggia Pane e Pomodoro e poi raggiungemmo il parco di Punta Perotti.»

 

Le librerie di Bari: «Era a quel punto che, due o tre volte alla settimana, io facevo il mio giro per le librerie dove trascorrevo un sacco di tempo, ispezionandole accuratamente, quasi fossi un agente in incognito assoldato da una casa editrice.

L’itinerario includeva Laterza, in via Sparàno, la vecchia Mondatori per Voi (sfortunatamente chiusa a metà degli anni ’80) in via Abate Gimma, a volte la libreria Adriatica in via Andrea da Bari, a volte la libreria Roma in Piazza Moro (già Piazza Roma) e sempre la libreria Athena, che aveva i libri usati e, all’epoca, un’interessante assortimento di manuali strambi. »

 

Giardini Garibaldi: «Per strada c’era un’aria mite e prima di andare a cena pensai di fare una passeggiata fino a piazza Garibaldi, dov’era la casa un cui avevo abitato da bambino, con i miei genitori.

Quando ci arrivai fui preso dall’allegria impalpabile e struggente che sanno dare solo certi vortici del tempo. I giardini di piazza Garibaldi, quel tardo pomeriggio di maggio, erano uguali a quelli di tanti anni prima, e fra i ragazzini che giocavano a calcio c’erano i fantasmi di noi stessi bambini, con i pantaloni corti, le bretelle, il pallone supersantos comprato alla bottega facendo un colletta.»

 

Quartiere Libertà: «In beve mi ritrovai per le vie del quartiere Libertà. Posti che mi ricordavano vecchie storie e un’epoca della mia vita, attorno ai vent’anni, in cui le cose sembravano più semplici.» 

 «Oggi il quartiere Libertà – che allora era il regno del degrado, assieme al CEP e al rione Japigia – è un posto bizzarro e interessante. Ci abitano africani, asiatici, albanesi, greci, russi, ucraini, rumeni, giovani professionisti, qualche scrittore, qualche artista, ancora un sacco di studenti fuorisede e, naturalmente, un certo numero di trafficanti, ricettatori e pistoleri. Oggi, assieme al quartiere Madonnella, è la zona antropologicamente più variopinta e più interessante della città.»

 

Quartiere della Madonnella: «Madonnella è un quartiere strano. Vicini tra loro ci sono palazzi bellissimi e orribili casermoni, residenze di miliardari e baracche popolate da spacciatori e altri abitanti del sottomondo. In alcuni angoli di Madonnella ti sembra di essere altrove.

A Tangeri, o a Marsiglia, o a Casablanca. Altrove.»

 

Corso Vittorio Emanuele: «Uscimmo dal ristorante, camminammo in silenzio per qualche minuto e ci ritrovammo fra le palme di Corso Vittorio Emanuele.

Fu proprio in quel momento che le vidi. Le palme.

Non so dire perché ci feci caso in quel momento. Passo da Corso Vittorio Emanuele quasi tutti i giorni.»

 

La chiesa russa: «La chiesa russa fu costruita all’inizio del secolo scorso, in onore di San Nicola. Nella città vecchia c’è l’antica, magnifica basilica medievale: uno degli esempi di romanico più belli d’Europa (e quindi del mondo) che, come dicono le guide, vale da sola il viaggio.»

 

L’Arena della Vittoria: «Tutta la zona attorno all’Arena della Vittoria, di notte, ha una sua spettrale bellezza. Ci sono aree industriali abbandonati, capannoni in rovina abitati dai fantasmi, strade deserte, ciminiere che svettano improvvise nell’oscurità. Camminando per quele strade uno s’immagina che potrebbe imbattersi in un personaggio di Philip K. Dick, o, in alternativa, venire risucchiato da qualche gorgo spazio-temporale.»

 

Il vecchio negozio di fumetti: «eravamo andati, come capitava spesso, a passare una mezz’ora al negozio dei fumetti usati di via Bovio, alle spalle di Piazza Risorgimento. Negozio che esiste ancora, uguale, così come, a trentacinque anni di distanza, è uguale il proprietario. commerciare in giornalini usati non è un mestiere usurante.»

 

Uscire dalla città : «Anch’io annuii, e poi ci avviammo barcollando, uno vicino all’altro, senza dire più niente, verso i confini della città.

Là dove finiscono le case, i ristoranti, le insegne, e rimangono solo le luci cordiani ed enigmatiche dei lampioni di ghisa.»

Nota:

Le descrizioni di Bari sono tratte da Né qui né altrove – una notte a Bari e Ragionevoli dubbi.

(lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

3 commenti

  1. Loris

    Errata corrige: in “Bari” volevo dire la viSta di bari, non la vita.

  2. Intetessante. C’è qualcuno che organizza tour di bari sulle tracce dei libri di carofiglio?

  3. Che io sappia non ancora, ma forse bisognerebbe fare una ricerca più approfondita.

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