sabato , 29 aprile 2017
Le news di Asterischi

Le città invisibili – Il Bosco Vecchio


 

Nome: «La foresta più bella, se pur minore, il cosiddetto Bosco Vecchio.»

Esploratore: Dino Buzzati

Guida: «Il colonnello Sebastiano Procolo.»

Limiti e confini: «Di là si vedeva, e ancor oggi si vede benissimo, il celebre Bosco Vecchio, disteso tra due monti a panettone, salire in cima alla valle. Sul colle estremo spuntava un roccione giallo, alto forse un centinaio di metri, denominato il Corno del Vecchio.»

«Dove finisce il Bosco Vecchio (dietro il Corno, che segna la sommità della cresta) il monte sprofonda bruscamente con dirupati valloncelli di terra rossa in rovina. È la Valle Secca, che sbocca in quella di Fondo sei chilometri sopra il paese.»

Monumenti:«Un mese dopo la morte, in riconoscimento delle sue benemerenze forestali, le autorità di Fondo inaugurarono, nella radura del bosco, dove si trovata la casa del Morro, la statua dell’estinto, in legno scolpito e verniciato a vivi colori.»

«Un antichissimo tempio gotico, di grandiose proporzioni, detto San Gregorio delle lucertole, per la straordinaria abbondanza di tali bestiole tra quelle mura […] Veramente inspiegabile il fatto che gli studiosi di storia e d’arte non si siano assolutamente mai occupati di quell’originalissimo monumento, di pregevole architettura e ricco di certe vicende curiose.»

Fauna/Abitanti: La gazza guardiana: «Lì Procolo, guardando in su, aveva visto, appollaiato su uno degli ultimi rami, un uccello nero, di notevoli dimensioni […] quella era la vecchia gazza guardiana.»

Il vento Matteo: «Il Vento Matteo era molto conosciuto. Pochi venti anzi avevano mai raggiunto in passato una notorietà simile alla sua.»

Il vento Evaristo : «Sono il vento della valle, se permetti. [...] Sono Evaristo»

Benvenuto: «Alla fine il ragazzo avanzò due tre passi entrando nella luce di luna. Il colonnello riconobbe Benvenuto.»

Il genio Bernardi: «Certo è che uno di loro, senza che gli abitanti di Fondo lo immaginassero, lavorava da molti anni per evitare il disastro: era il Bernardi.»

Particolarità: «Quelle piante sono la dimora dei genî, quali trovansin boschi in altre regioni. Gli abitanti, a cui chiesi notizia, pareano ignari. Credo che in ogni tronco sia un genio, che di raro ne sorte in forma di animale o di uomo. Sono esseri semplici e benigni, incapaci di insidiare l’uomo.»

 

(lm)

 

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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