venerdì , 15 dicembre 2017
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L’arte spiegata ai miei figli: La casa Azul di Coyoacán

Frida Kalho, L’abbraccio amorevole dell’universo, la terra, Diego, io e il signor Xolotl, 1949

“Stasera tutti al Circolo. Andiamo a vedere un film: Frida”. I miei figli però non sembrano entusiasti.

“Ma chi è? una pittrice? Noioso. Non se ne parla”. Io rilancio “ma è stata moglie di uno fra i più grandi pittori di murales messicani dello scorso secolo. “ Murales?” mi chiedono. “Sì, M U R A L E S” scandisco lentamente. La parola è magica e sento che si apre uno spiraglio.

Nella Casa Azul, la “casa azzurra” a Coyoacán, periferia sud occidentale di Città del Messico dove  nasce nel 1907, vive per quasi tutta una vita e muore all’età di 47 anni, Frida Kahlo,  è circondata da alti muri blu. La pianta della casa è a U e ha un cortile interno. Nel cortile crescono piante tropicali, ci sono installati idoli precolombiani e gli animali domestici, come scimmie e pappagalli, vagano liberamente.

È la casa di famiglia.

 Il padre Guillermo Kahlo giunse in Messico  poco meno che ventenne  dalla Germania e diventò  un fotografo professionista al servizio del governo di Porfirio Diaz. È lui per primo a mettere i pennelli in mano alla figlia. Le insegnerà  a ritoccare le foto con minuzia e cura dei particolari, caratteristica questa che rimarrà in seguito un tratto distintivo del suo lavoro.  La madre Matilde Calderón y Gonzalez è invece una donna messicana figlia di una spagnola e un indio. Di queste origini Frida ne va fiera. Le acconciature e  l’abbigliamento tradizionale  messicani saranno un altro tratto distintivo della sua personalità  e quindi delle sue opere.

Quando Frida ha solo tre anni inizia in Messico un periodo di rivolgimenti sociali.

La rivoluzione Messicana scoppia nel 1910 per porre fine alla dittatura di Porfirio Diaz, ma solo alla fine degli anni venti cessano gli scontri armati.  Del 1917 è la promulgazione della Costituzione Politica degli Stati Uniti Messicani. La caduta della dittatura per la famiglia Kahlo significherà un cambio di vita: al capo famiglia mancherà il migliore e il più  importante committente: il governo messicano.

Frida studia alla Scuola Preparatoria  perché ha intenzione di intraprende gli studi in medicina.  Il 17 settembre del 1929, all’età di diciotto anni, l’autobus su cui viaggia si scontra con un tram: quattro morti, Frida ferita gravemente. A  causa dell’incidente, rimane immobilizzata nel suo letto  per quasi un anno.

Frida Kahlo, Ospedale Henry Ford, 1932

Inizia a dipingere prima il suo piede, poi autoritratti. Nelle prime opere si nota l’influenza dell’italiano Botticelli.

A ventun’ anni si è ormai ripresa dall’incidente. Naufragata per sempre la possibilità di studiare medicina, continua a dipingere nel rifugio della sua casa Azul. Simpatizzando per il partito comunista, assiste alle sue riunioni e probabilmente in questo contesto, attraverso la fotografa Tina Medotti, conoscerà Diego Rivera.

“Allora? Ci parli di Diego pittore di murales?” “Non ora, rispondo, il film e’ su Frida, lasciate che vi prepari un poquito alla storia. “Per favore ci manca solo che parli spagnolo” mi riprende il maggiore “finisci di raccontare altrimenti arriviamo tardi alla proiezione” .

In questo periodo, cioè negli anni venti del secolo scorso, nasce il movimento muralista della Scuola messicana. Il Paese ha seri problemi di alfabetizzazione ed è ferma intenzione del governo commissionare  agli artisti la decorazione di muri con murales che raccontino la situazione storica al popolo. Gli artisti rappresenteranno  le lotte fra le classi sociali, lo sfruttamento dei minatori e dei braccianti. Diego Riviera è uno dei caposcuola del movimento muralista della Scuola messicana e ha delle importanti commissioni da parte del governo.

Frida mostra a Diego una serie di  autoritratti, per avere un giudizio schietto. Inizia un sodalizio umano, politico e artistico non privo di crisi e sofferenze. Si sposeranno nel 1929, divorzieranno nel 1939 e nel 1940 si risposeranno per rimanere insieme fino alla morte di lei. Frida dice di Diego : «In vita mia mi sono capitati due incidenti gravi – Il primo quando un tram mi ha messa al tappeto. L’altro incidente è Diego».

Le piccole dimensioni (30×37), e i temi intimamente personali  caratterizzano la maggior parte della produzione delle opere di Frida. Realizza quasi sempre autoritratti.

Frida Kahlo, Autritratto, 1926

«Dipingo me stessa, perché spesso sono sola e poi sono la persona che conosco meglio di tutti.»

All’inizio della convivenza con Rivera, i quadri di Frida risentono dell’influenza del Maestro che è pur sempre vent’anni più grande di lei, ma ben presto conquista un suo proprio linguaggio.

Pata de palo”, “gamba di legno” veniva soprannominata da bambina, perché a sei anni la poliomelite le aveva arrecato danni irreversibili alla gamba destra. Il rapporto col suo corpo, martoriato prima dalla malattia poi dall’incidente,  è soggetto e oggetto della sua produzione artistica. I colori vivi e sgargianti fanno parte della tradizione  folkloristica messicana. Questi  sono i colori della tavolozza di Frida.

Arriviamo appena in tempo: al Circolo già scorrono le prime scene del film Frida di Julie Taymor .

La piccola si avvicina all’orecchio e mi chiede “cosa disegnano i figli di questi genitori pittori?”
“Non avevano figli, ma ti racconto dopo. Ora guardiamo in silenzio.”

 

(Michele Cavallaro)

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