martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

L’aperitivo di Pablo Neruda

«Qui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimora:

il bisogno dell’uomo, la donna e la vita».

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Vino

«Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio
della terra,
vino, liscio
come una spada d`oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole».

 

Stuzzichini:

Patate fritte speziate

« A malapena
parli nell’inferno
dell’olio
o canti
nelle fritture
dei porti,
vicino alle chitarre,
silenziosa,
farina della notte
sotterranea,
tesoro infinito
dei popoli.»

Pane:

«il pane, il pane
per tutti i popoli
e con esso ciò che ha
forma e sapore di pane
divideremo:
la terra,
la bellezza,
l’amore,
tutto questo ha sapore di pane». 

Crostini di pane con carciofi e limoni:

« finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del suo cuore verde».

« Così, quando la tua mano
impugna l’emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d’oro
spargi,
una coppa gialla
con miracoli,
uno dei capezzoli profumati
del petto della terra,
il raggio della luce ch’è diventato frutta,
il fuoco minuto di un pianeta.»

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Crostini di pane con pomodori e cipolle:

«Ricorderò anche come feconda
la tua influenza l’amore dell’ insalata
e sembra che il cielo contribuisca
dandoti forma fine di grandine
a celebrare la tua luminosità tritata
sugli emisferi di un pomodoro».

«il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l’olio,
figlio
essenziale dell’ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno».

Mele:

«Ti voglio celebrare,
mela,
riempiendomi la bocca del tuo nome,
mangiandoti.
Sei sempre nuova come niente e nessuno,
sempre appena caduta dal Paradiso:
piena e pura
guancia arrossata dall’aurora!»

Castagne:

«e cade
offrendo i suoi doni rinchiusi,
la sua nascosta dolcezza,
finendo segretamente
fra uccelli e foglie,
scuola della forma,
lignaggio della legna e della farina,
strumento ovato
che custodisce nella sua struttura
delizia intatta e rosa commestibile».

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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