venerdì , 21 luglio 2017
Le news di Asterischi

La Versione di Asterischi – Io e il dottor Zeta, la ragazza Ics ed io di Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Lo scopo principale di Asterischi è quello di scoprire, suggerire e consigliare piccole pillole di letteratura e dintorni.

Questa volta ci siamo imbattuti, e non per caso, nel dottor Zeta e nella Signorina Ics, due personaggi per niente speciali o sopra le righe che, seppur dettagliatamente descritti, rimangono delle vere e proprie sagome perché potrebbero essere chiunque e trovarsi in qualsiasi periodo storico e in qualsiasi luogo. Milano, la difficile città dove è ambientato il loro incontro, è più palpabile e presente delle due sagome rivestite di solitudine che la percorrono. Il dottor Zeta e la Signorina Ics ci mettono un po’ per comprendersi e farsi comprendere e ci offrono il loro punto di vista alternandosi e mescolando la cronologia degli avvenimenti con quello che percepiscono l’uno dell’altra, con quello che pensano e non osano dire e con quello che intanto accade nelle loro vite, insulse e immobili.

Ed è proprio il movimento a segnare le loro esistenze, manifestandosi in tre momenti, che corrispondono alle tre fasi del romanzo e della loro vita.

«È sempre stato lui, Dario, il suo nome era scontato nella mia vita più che la sua faccia», dice la ragazza Ics, raccontando l’immobilità della sua vita prima dello strano incontro. Il dottor Zeta, in questo senso, parla anche più di lei, narrando quasi con disgusto nei confronti di se stesso, il rapporto che non lo lega a Marina, la sua segretaria («Se non fossi l’uomo che sono, potrei amarla, Marina»).

Se il primo momento è caratterizzato dall’immobilità, nel secondo invece, che corrisponde ai primi incontri dei due, comincia un movimento inconsapevole che li fa avvicinare, fra appuntamenti e strane richieste di denaro. «[...] Tanto più che mi  ha offerto mille euro per una cosa scandalosa e comunque non ho ancora visto i soldi. Per cui se lei non parla chiaro, io faccio dietro front e tanti saluti, dottor Zeta.»

I due personaggi pensano di muoversi ma restano pressoché immobili per quasi tutto il corso della storia narrata. Entrambi fanno i primi veri passi a partire dalla fine del romanzo, quando acquistano una consapevolezza reale, di se stessi e del loro rapporto con l’altro.

Io e il dottor Zeta, la ragazza Ics ed io, vincitore del premio Le Fenici 2013 ed edito dalla casa editrice Edizioni Montag, non ha solo due protagonisti, ma anche un autore. Debora Borgognoni, pavese, è una donna con mille progetti; corre tutto il giorno, invia le sue mail da dispositivi mobili, studia e si mette spesso dietro la macchina fotografica del Dottor Zeta per raccogliere le sue immagini, e ci piace pensare che si fermi un attimo solo per scrivere i suoi libri e gli articoletti per la nostra rubrica “Tempo fuor di sesto”. Noi l’abbiamo incontrata e scoperta leggendo, e sappiamo che anche ai suoi lettori sta succedendo la stessa cosa. “Perdere” tempo a trovare corrispondenze con questo o quell’autore o tessere le sue lodi non è nostra intenzione. Debora legge, tanto, ed è questo che si vede e che ci piace notare, ed è questo che facciamo anche noi.

Io e il dottor Zeta, la ragazza Ics ed io è la storia di un incontro qualsiasi, che, come molte cose qualsiasi, cattura la nostra attenzione e ci porta a farci delle domande. Il finale ce ne lascia immancabilmente una: il dottor Zeta e la ragazza Ics hanno ancora qualcosa da scriversi, o hanno cominciato a parlarsi davvero? La risposta è vostra, o magari è in un altro libro che dobbiamo solo trovare. Buona lettura.

 

Il libro è acquistabile con qualche semplice clic all’indirizzo della Casa editrice

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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