martedì , 27 giugno 2017
Le news di Asterischi

La versione di Asterischi – Fare impresa nell’era 2.0 di Alessandro Giacchino

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È bello essere continuamente a caccia di nuove letture. È bello, ogni tanto, incappare in qualcosa di inaspettato. Nessun romanzo, nessuna silloge, nessun personaggio stravagante che ci terrà compagnia fra le pagine. Eppure ne vogliamo parlare.

Fare impresa nell’era 2.0 è il libro di Alessandro Giacchino, edito da BCI Italia. È il libro di chi ha costruito un’analisi sul mondo del lavoro in un periodo di forte svalutazione della creatività giovanile italiana. Va tanto di moda, ci siamo detti leggendo il titolo: ma che moda potrà mai esserci nel parlare di un lavoro che stenta ad arrivare, di una crisi che è difficile da mandare giù? Noi non vogliamo fare un elenco di dati, statistiche o parlare di marketing in senso stretto. Vogliamo solo raccontare una possibilità, o meglio, condividere una lettura che può raccontare una possibilità.

«A vent’anni puoi essere un grandissimo calciatore, con contratti di decine di milioni di euro l’anno. Ma quando vai in campo, ti dimentichi del guadagno: devi lottare con altri calciatori. Un calcio, una gomitata, uno stiramento, sono all’ordine del giorno. Senza un vero attaccamento alla maglia, che si ottiene solo stimolando il senso di appartenenza e di fierezza per i colori che si rappresentano, la voglia di rischiare, di farsi male, di seguire una vita disciplinata, di operare in sintonia con i compagni e la squadra, rischiano di svanire.»

Lottare. Rischiare. Fierezza. Chiavi di lettura per il lavoro nell’era 2.0? E cos’è poi quest’era 2.0, di cui si parla in senso così pragmatico, regolarizzato? «[…] l’inviato è l’uomo della strada, l’alimentazione delle notizie viene fatta via Internet, così come la loro diffusione ed eventuale amplificazione degli effetti in termini giudiziali, avvio di azioni personali, creazione di movimenti. In un contesto di tal genere, si può pensare ancora in termini di Media, pubblicità, Mercato, o occorre concentrarsi sui singoli individui, sulle relazioni, sul trust, sulle aggregazioni attorno a interessi e condivisione di idee e intenti?»

Ed ecco il vero fascino di questo processo. Trovare una regola nella comunicazione-senza-regole, nel Marketing prêt-à-porter, che ci vuole, e ci vede, tutti potenziali creativi.

«La chiave di svolta può unicamente essere rappresentata da un cambio di paradigma: le persone devono voler cercare un lavoro e non uno stipendio. Devono amare ciò che fanno, l’azienda per la quale lavorano, i risultati che ottengono». E poi, esempi di aziende che ce l’hanno fatta, come Wal-Mart, il cui capo, Mike Duke, è un “allenatore” vestito in maniera informale. Oppure l’impresa-villaggio SAS, le cui sedi sono provviste di sala di lettura, piscina, centro benessere, asilo nido…

Giacchino sembra voglia dirci fra le righe che tutto questo è possibile anche in Italia, che il cambio generazionale ha necessità di vedere un nuovo motivo, un nuovo amore. Creare qualcosa senza scappare è il messaggio subliminale di questo breve saggio sul mondo del Marketing. Un messaggio urgente che va colto con coraggio.

Se molti scrittori, nell’epoca dell’alienazione da fabbrica, prospettavano un futuro di macchine e di uomini considerati numeri, oggi, nel paradosso di un mondo aperto in cui si fatica a raggiungere i propri sogni, l’unica ancora di salvezza sembra essere l’Idea, quella con i maiuscola, quella che è il nostro valore aggiunto. Perché «c’è sempre spazio per le buone idee e per chi le sa attuare», scrive orgogliosamente Giacchino. E perché in fondo indossare il “proprio colore” è ciò che la nascita impone.

Informazioni su Debora Borgognoni

Debora Borgognoni
Nasce a Pavia nel 1980. Dopo il diploma in Lingue Europee, studia fotografia professionale alla John Kaverdash School Academy di Milano e nel frattempo pubblica per Albatros il suo libro d’esordio “Caro diario…”

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