lunedì , 24 aprile 2017
Le news di Asterischi

La Versione di Asterischi – Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo O. Meloni

 A. O. Meloni, Cosa vuoi fare da grande

In un momento in cui la scuola sembra essere il tema più discusso (almeno teoricamente), Del Vecchio editore ne approfitta e pubblica Cosa vuoi fare da grande, un romanzo scritto a quattro mani da due siracusani, Ivan Baio e Angelo Orlando Meloni.

Il romanzo, che racconta la storia di una serie di personaggi diversi fra loro e le cui storie si intrecciano e viaggiano completamente indipendenti, descrive con ironia, comicità e talvolta grottesca amarezza, la loro vita e gli eventi che li portano a ritrovarsi all’interno della stessa palestra per la cerimonia di presentazione del Futurometro.

Chi vorrebbe testare questa conchiglia, questa macchina che, sputando uno scontrino, svela con una curiosa e accurata terminologia non cosa vuoi fare da grande, bensì cosa farai, con tanto di percentuali?

«e comunque il futurometro non poteva mentire, era una macchina, e si sa, le macchine dicono la verità. Solo gli uomini le sparano grosse e covano sogni e studiano tutta la vita anche se sanno che i sogni sono fragili, le notte lunghe e solitarie, gli amori un affare per pochi».

Perché perdere tempo a costruirsi un futuro che probabilmente è quello sbagliato?

«Nel giro di niente si ebbero nuovi posti di lavoro, nuove aziende, nuovi quartieri, nuovi aeroporti, nuove strade, nuove città, nuovi cantieri, e lavoratori. Lavoratori tutt’altro che nuovi ma, finalmente, felici.

Nessuno che sognasse di fare il cubista in un club londinese si sarebbe lamentato d’essere costretto ad arare la terra e mungere le vacche. A nessun broker con il vizio del giardinaggio, e ce n’erano, sarebbe stata interdetta la vita del contadino.

Ognuno avrebbe fatto il suo lavoro.»

Questo è quello che sostengono, propagandisticamente e in aperta polemica con l’attuale situazione lavorativa (o non lavorativa) italiana, gli autori dello strambo romanzo, che ammiccano ai lettori informandoli che il Ministero dell’Istruzione Privata e Pubblica si chiama scherzosamente P2. Ma questa prospettiva è sufficiente a invogliare tutti a provare il famoso macchinario?

All’ignorante entusiasmo iniziale dell’Attilio Regolo, la scuola milanese scelta per la presentazione italiana dello strumento che dovrebbe cambiare l’istruzione mondiale, segue la paura di scoprire troppo. I genitori hanno paura di venire a sapere che il proprio figlio sarà un fallimento e i bambini, dal canto loro, non hanno capito niente perché proprio a loro, i diretti interessati, non è stato spiegato davvero perché si trovino lì.

Cosa vuoi fare da grande è la descrizione dettagliata di una distruzione formato scuola, che coinvolge, più che gli studenti stessi, i loro genitori, gli insegnanti, i bidelli, i direttori, i ministri, il presidente del consiglio, in un circolo che termina con l’inventore del macchinario, che a sua volta ha una storia fatta di genitori, insegnanti, direttori etc etc etc… fino a ritrovarsi in un tunnel senza uscita. E infatti nessuno esce dalla palestra infernale, tranne i due “cattivi” condannati da tutta la scuola ma benedetti dal Futurometro: Guido Pennisi e Gianni Serra, le pecore nere della storia, che aprono e chiudono il sipario del libro.

Cosa vuoi fare da grande si legge tutto d’un fiato e ci riempie più volte di amaro la bocca:

«La fantasia infantile è pericolosa, e va controllata. Dobbiamo creare uomini, non fantocci», dice Gemma Tuttacani, la direttrice della scuola in un attacco d’ira contro i puffi e i fumetti.

Del resto, l’unico modo che hanno i bambini dell’Attilio Regolo di esprimere tutta la loro creatività sono i festoni che decoreranno la palestra per la cerimonia, che diventano invece la più grande gara fra mamme agguerrite e stupide.

«Sudore, puzza, lacrime, sangue, fumo. C’era troppa umanità in quella palestra, si diceva l’ingegnere, e l’umanità è inelegante».

L’umanità è inelegante, ma ci tocca sopportarla. Cosa vuoi fare da grande ha il pregio di non fare la morale a nessuno. È un romanzo che ha gli occhi bene aperti e un pizzico di furbizia. Divertente e frenetico, una dettagliatissima descrizione di quello che siamo e quello che probabilmente saremo, in quel futuro che ci fa sempre tanta paura.

Gli autori di Cosa vuoi fare da grande sono due, e si sentono; sin dalle biografie iniziali ci spingono dentro il romanzo, e ci accompagnano fino alla fine.

I personaggi sono tanti e sono abituati a parlare tutti contemporaneamente; il lettore si concentri pure su chi vuole.

 

 

 

Il romanzo è acquistabile direttamente dal sito: Del Vecchio Editore

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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