martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

La Terra desolata che ci meritiamo

terraluna

Ci perdoni T. S. Eliot per avere osato saccheggiare la sua opera per il titolo di un post, ma siamo di fronte ad un avviso di vitale importante per noi tutti. In altri termini: siate buoni con la Terra e lei lo sarà con voi, oppure saranno guai. È il sottinteso della 43a edizione dell’Earth Day, la Giornata della Terra, che anche google celebra con un doodle animato che miniaturizza l’ecosistema terrestre. L’evento si svolge dal 1970, un mese e due giorni dopo l’equinozio di Primavera, e coinvolge 175 nazioni. In campo ci sono le più importanti associazioni del mondo. Anche noi vogliamo dare un piccolo contributo ricordandovi che bisogna essere buoni con la Terra, altrimenti potrebbe decidere di spazzarci via.

Affogati e contenti. È una perla del 1962, ma sempre attuale. James Ballard firma Il mondo sommerso (Feltrinelli, 2002), secondo capitolo di una tetralogia catastrofista che coinvolge i quattro elementi (Vento dal nulla (1961), Terra bruciata (1964), Foresta di cristallo (1966)). Ballard, che prese la fantascienza tradizionale e vicina al rigor mortis e la trasformò in un genere completamente nuovo, comincia con la classica fine del mondo – scioglimento delle calotte polari dovuto alle radiazioni solari – che si traduce nell’allagamento dell’Europa e dell’America Settentrionale. Non fidatevi, però, perché è tutto un trucco visto che non ci sono avventura e sbigottimento nel racconto dei personaggi di questa nuova era, ma soltanto una nuova consapevolezza. I mondi ballardiani non sono mai forme nuove per la meraviglia (o il disgusto) collettivo, ma sostanza pulsante che penetra i personaggi e li trasforma in altro. Paesaggio e umani si rispecchiano perché l’inconscio di questi ultimi – tema portante di tutta l’opera ballardiana che troverà la massima esplicazione ne La mostra delle atrocità – si riflette inevitabilmente nel resto del mondo.

Nordcoreani state calmi. Philip K. Dick scrisse Cronache del dopobomba (pubblicato nel 1965, Fanucci, 2012) nello stesso periodo in cui vedeva la luce Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick. In quell’epoca l’olocausto nucleare sembrava dietro l’angolo e l’americano non si fece sfuggire l’occasione per questo romanzo che narra l’esistenza delle piccole comunità sopravvissute alla bomba. Tra poteri paranormali, paranoie di vario genere, spicca la soluzione dickiana: la rinascita della società attraverso piccole comunità autogestite non è necessariamente un male assoluto. Non è un caso che citi una delle massime teoriche americane del nuovo modello di vita. «Nessuno più doveva dipendere dai grandi agglomerati, non ci sarebbero state che piccole città e individualismo, come aveva letto nei libri di Ayn Rand. Sarebbe stata la fine del conformismo, della mentalità di massa e di simili brutture.»

Virus vade retro. Leggere L’ombra dello scorpione (Bompiani, 2001) è già di per sé una bell’impresa. Stephen King non lesina mai le parole – anche per i pochi che non l’avessero mai letto basterà dare un’occhiata ai suoi volumi presenti in qualsiasi libreria della Terra – ma in questo caso è riuscito a produrre più del dovuto creando un’epopea pazzesca e lunghissima che si sviluppa da un semplicissimo concetto: un virus (il temibile Progetto Azzurro, Capitan Trips per gli amici) è sfuggito al controllo dei suoi creatori sterminando l’intera popolazione degli Stati uniti. Il romanzo seguirà le pattuglie dei sopravvissuti che faranno, loro malgrado, la conoscenza di Randall Flagg, una specie di satana in terra che diverrà personaggio consueto in alcuni romanzi di King. Se non volete avere a che fare con figure del genere tifate pacifismo e sperate che i vostri cari e amichevoli vicini di casa non vengano spazzati via da un virus incontrollato di qualche guerra batteriologica.

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

Un commento

  1. Continuate cos?, bravi!

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