martedì , 12 dicembre 2017
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La Fiancée de Dracula (Fiancee of Dracula) di Kim Newman

Jean Rollin – come Jesus Franco, Paul Naschy, José Mojica Marins e anche HG Lewis – ha goduto del piacere di essere riscoperto mentre era ancora in vita. Tuttavia la sua opera ha raggiunto l’apice artistico  ben prima che i cultori gli dessero una qualsivoglia attenzione. Quando iniziò la riabilitazione artistica, Rollin stava ancora in giro a cercare sostegno economico, anche se il flusso di attività, creatività e innovazione degli anni ’60 e ’70 non sarebbe più stato ripetibile: Les Deux Orphelines Vampires, fatica cinematografica del 2002, è giunta cinque anni dopo il suo ritorno e non farà altri film fino a La Nuit des Horloges nel 2007. In realtà il film non è più sconcertante, casuale e sciocco dei lavori che hanno fatto la reputazione di Rollin, e in fin dei conti non ha fatto ricorso a  orribili scene video o alle “reginette americane dell’urlo” come Franco, ma è comunque una cosa già vista  per gli appassionati e difficilmente potrà portare qualcosa di nuovo alla causa del cinema di genere.

(Jean Rollin)

La trama: un vecchio barbuto cacciatore di vampiri (Jacques Régis) e il suo apprendista Eric (Denis Tallaron), che ricordano vagamente gli impavidi ammazzavampiri di Polanski, sono in giro per impredire il matrimonio di Isabelle (Cyrille iste) col conte Dracula (Thomas Desfossé ). Isabelle è una trovatella, cresciuta da un ordine di suore folli, avverse al suo destino. Il matrimonio richiede la presenza di numerose parralels, creature magiche come una donna vampiro pallida e sottile (Sandrine Thoquet), una donna-lupo (Brigitte Lahaie) e un nano da circo (Thomas Smith). Ci sono consapevolmente elementi surreali come le suore chiamate Sorella Sigaro e Sorella Pipa che sbuffano appunto il fumo  da un sigaro e da una pipa. Buona parte del film è girata vicino le rovine di un castello pittoresco, ma non ci sono immagini tipicamente alla Rollin fino all’ultima mezz’ora, quando si arriva alla location preferita: una spiaggia desolata. Giunge così il rituale climax: Isabelle è legata a un palo a rischio di restare affogata dalla marea in arrivo. Intanto i parallels e le monache si mutilano e si uccidono a vicenda. Rollin ha un talento per evocare oggetti particolarmente suggestivi  sulla spiaggia: antiche navi marcite, vecchi steccati a brandelli che sono utili per i sacrifici, tratti oscuri di campagna adatti per sfilate di nozze funebri, ecc.

Desfossé interpreta un Dracula blando e poco interessante: un bel ragazzo con un taglio di capelli e una camicia bianca a balze. Isabelle è una figura più consona al cinema di Rollin, ed emerge come un personaggio più a suo agio perché non deve lasciarsi andare a lunghi e maniacali soliloqui che fanno molti altri personaggi. Cathy Castel, una delle gemelle Castel che furono presenza fissa nei primi lavori del regista, ha una piccola parte da suora: è abbastanza inquietante che non sia accompagnata da sua sorella Marie-Pierre (alias Pony). Ci sono momenti dell’antica magia rolliniana in questa pellicola, ma il guaio è che essi tendono ad essere riproduzioni di immagini del periodo fertile del regista, piuttosto che gli ulteriori sviluppi.

 Kim Newman

traduzione a cura di Asterischi (rrb)

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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