martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Intervista a Pietro De Viola

Si dice che i social network non rispecchino la vita reale, che l’amicizia e il contatto vero siano un’altra cosa. Io non credo sia così, specie se ci si ritrova a condividere le stesse passioni e le stesse esperienze di vita.

Twitter è stato il mezzo che mi ha fatto conoscere Pietro De Viola ed il suo mondo.

Ne regalo un pezzetto a voi, amici di Asterischi!

Alice cominciava davvero a stufarsi di starsene a sedere accanto alla sorella sulla riva, e senza aver nulla da fare.” E la tua di Alice, com’è nata?

Più o meno così: “Pietro cominciava davvero a stufarsi di starsene a sedere accanto alla pila di CV – così alta da sembrare una sorella -, e senza aver nulla da mangiare.”

Hai distribuito e promosso il tuo romanzo in modo inconsueto finendo per diventare un caso senza precedenti. Raccontaci in che modo.

Proverò a sintetizzare. Primavera – estate 2010. Scrivo un romanzo su un aspirante precaria, disillusa e affamata (di vita e di pane), evito di inviarlo alle case editrici per la pubblicazione e mi affido alla rete. Creo un blog (al principio su Splinder, adesso su WordPress: alicesenzaniente.wordpress.com) e un sito ufficiale: alicesenzaniente.altervista.org. Tutto gratis. Sul blog comincio ad annunciare la prossima uscita – online e gratis – del mio libro, Alice senza niente. Il grande giorno sarà il 28 ottobre 2010. Ne parlano in molti: stampa, tv, giornali. Le copie scaricate saranno più di 35mila. Un giorno nella mia casella di posta trovo un’email di Davide Musso, editor di Terre di mezzo Editore. Cado dalla sedia. L’8 settembre 2011 Alice senza niente arriva in tutte le librerie.

Tutto questo per arrivare ad essere intervistato da te. Era lo scopo primario di tutto il mio progetto, che ho tenuto segreto fino ad oggi.

A chi ti sei ispirato per il personaggio di Alice?

Alice sono io, Alice sei tu (e un po’ mi dispiace), Alice sono milioni di italiani giovani e meno giovani (e questo mi dispiace tantissimo). Ecco perché viene letto: perché Alice siamo noi.

Quando hai cominciato a scrivere e a pensare alla scrittura come una professione?

Aspetta, fammici pensare… Ecco, ci sono: mai. Non sono una persona cui piaccia molto scrivere, preferisco – e di gran lunga – leggere. Non credo possa rappresentare per me una professione. Lo è per altri, pochi, per la verità, tutti molto più bravi. Io resto un aspirante, ma nemmeno tanto.

Poco più di un mese fa su twitter è nato l’hashtag #iosonoAlice che ha raccolto l’urlo dei precari. Ti senti ancora ufficialmente parte del gruppo di funamboli del lavoro?

Permettimi di spendere qualche parola in più su questa straordinaria esperienza di #iosonoAlice. Si tratta di un hashtag, una intuizione di @librisulibri che si è diffusa in maniera rapida e virale su Twitter. L’idea è la seguente: se “Alice senza niente” rappresenta molti di noi, perché non raccontarci? Usiamo #iosonoAlice perché tutti siamo Alice. Parliamone, protestiamo, arrabbiamoci, scherziamoci su. Ma parliamone.

All’ultima parte della domanda rispondo con un tweet:

@alicesenza Ho un contratto non rinnovabile che, partito ad aprile, scadrà a fine giugno. Caspita, anch’#iosonoAlice.

Sul tuo blog Alicesenzaniente ti occupi anche di recensire libri. Qual è l’ultimo libro letto che ti senti di consigliare a chi passa di qui?

Piccola ma fondamentale precisazione. Sul blog mi occupo di diffondere le schede libro fornite dalle case editrici, non di recensioni. Non sono bravo abbastanza per recensire libri.

Tutte le volte che mi chiedono di consigliare un libro me ne vengono in mente almeno tre. Vado. Il toro non sbaglia mai, di Matteo Nucci (Ponte alle Grazie), Si chiama Francesca, questo romanzo, di Paolo Nori (da poco ripubblicato per Marcos y Marcos), Babele, km 1000 del visionario Stefano Musco (Pironti editore). Ne avrei ancora dieci, ma mi fermo.

Domanda veri profescional: progetti per il futuro?

In futuro ho in progetto di elaborare progetti per il futuro.

Ah, e richiedere finalmente la mia pergamena di laurea. Poi trovare un acquirente. E nel frattempo pubblicare un secondo romanzo. Volendo, si potrebbe anche invertire l’ordine dei fattori (quest’ultima è una finissima citazione letteraria. Gioco: chi indovina?).

Ora, veniamo al dunque: quanti nemici ti sei fatto da quando hai conosciuto Amélie Nothomb? Ma soprattutto dov’è il cappello che mi avevi promesso?

La mia vita è profondamente cambiata, da allora. Scherzo. Amélie Nothomb è stata così gentile da accettare di salutare i lettori del mio blog, e questo mi ha emozionato.

È gentile con tutti, i suoi lettori lo sanno e le vogliono bene anche per questo. Ho provato a sottrarle il cappello, così come d’accordo. Ma – non ci crederai – è parte di lei. I due “soggetti” non sono divisibili.

(tv)

Informazioni su Tamara Viola

Tamara Viola
È bellabellabella in modo assurdo. In perenne lotta contro il sole, gli uomini con le camicie a maniche corte, le donne con l’eyeliner sbavato. Famosa gerontofila, cade spesso in amore. Sa leggere e scrivere.

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