mercoledì , 20 settembre 2017
Le news di Asterischi

Intervista a Luca Bianchini

Luca Bianchini

In occasione dell’uscita di Io che amo solo te per Mondadori, Debora Borgognoni intervista il suo “primo scrittore”. E che scrittore: Luca Bianchini. Torinese, quarantatre anni (ma ne dimostra non più di trentatre, parola mia!), al curriculum grandi successi e una carriera ancora tutta in ascesa. Io che amo solo te parte dalle note di Sergio Endrigo, dalle quali è tratto il titolo, per raccontarci col suo stile soffice, ironico eppure acuto, un’Italia dai sentimenti ancora autentici. Quella di Bianchini è, ancora una volta, una mano che indaga sulla nostra società, portando alla luce debolezze, stranezze, paradossi e speranze.

Intanto descriviamo Luca Bianchini: cinque romanzi scritti in meno di dieci anni per nientepopodimenoche Mondadori, una conduzione radiofonica, un blog su Vanity Fair, la biografia ufficiale di Eros Ramazzotti… Avresti tutto il diritto di considerarti “un uomo impossibile”. Non posso credere che il successo non cambi le persone. Come ti ha cambiato?
La mia grande fortuna è stata che non mi sono arricchito. Vivo bene, non mi posso lamentare, ma continuo ad alternare i bus ai taxi, la prima classe alla seconda, guardo ancora i prezzi delle cose e – soprattutto – per condurre il mio programma su Radio2 devo alzarmi alle 5 di mattina. Che diritto avrei di montarmi la testa? Però so di essere fortunato perché vivo di scrittura, e so che non è semplice.

Io che amo solo te, che come abbiamo detto è il tuo nuovissimo romanzo edito Mondadori, è una fotografia sulla società di oggi. Personaggi più o meno comuni, ma mai scontati, vivono i giorni che cingono un matrimonio – il vero protagonista – in una Puglia che scopre con ironia la sua bellezza suggestiva. Fermiamoci su due parole: matrimonio e Puglia. C’è un folklore meraviglioso, comico, ai confini della realtà. Eppure ciò che hai descritto richiama assolutamente la realtà. Cosa terresti e cosa cederesti di questa Italia oggi?
Di questa Italia terrei la sua cucina e il suo cuore, che è sempre grande. Siamo un popolo che ha ancora un cuore, ma lo usiamo quasi esclusivamente per la sfera privata. Invece dovremmo mettere il cuore in tutto ciò che facciamo non solo nell’ammmmore. Invece cederei la nostra incapacità di avere una visione più ampia. Siamo sempre troppo concentrati sul nostro ombelico, io per primo.

cop_bianchini_ amo

«Ogni amore custodisce almeno un segreto e solo alcuni non ne hanno timore: gli adolescenti, gli anziani e i disperati». Nei tuoi romanzi descrivi amori impossibili, difficili o solo troppo fastidiosi. In Io che amo solo te tutti gli amori sembrano essere un po’ così. Credi che l’amore del nostro tempo sia cattivo? O forse solo tragicamente ironico?
Ma l’amore è sempre l’amore: sfuggente e per questo meraviglioso. In questo tempo sembra solo che sia più isterico ma solo perché siamo più isterici noi. Sempre troppo connessi, troppo sensibili, troppo ossessionati dal contatto virtuale: ormai si litiga perché “non hai risposto subito al mio messaggio!”.

«Aveva incontrato il diavolo e non aveva ceduto»: questa tentazione non consumata rende più forte uno dei personaggi, Chiara. Oscar Wilde non sarebbe forse d’accordo, io invece sono dalla tua. Il destino può essere il diavolo? Il destino cos’è?
Il destino è la è parte di noi che scriviamo senza saperlo. E la cosa bella è che ci può sorprendere quando meno ce lo aspettiamo, quando non abbiamo più speranze, quando la vita sembra essersi messa di traverso. Nelle mie storie il destino fa sempre sorprese. Ma anche la vita me le ha fatte, spesso sorprendendomi quando ero disperato. Per questo i miei libri mi assomigliano sempre e contengono ogni volta un po’ di speranza.

In Io che amo solo te possiamo trovare ispirazione per almeno tre delle rubriche asterischiane: Ninella per Sei personaggi in cerca d’autore, Don Mimì per i Dialoghi con Leucò e Polignano a Mare per le Città Invisibili. Infatti i personaggi e i luoghi si vivono in modo fotografico e si può fare un chiaro identikit per ognuno di questi. Un romanzo realistico e convincente (ad ogni frase ti trovi a dire: «Però, è proprio vero!») in una società che paradossalmente è una realtà da romanzo. Come vivi il rapporto romanzo-realtà?
E’ un rapporto bellissimo perché io amo mischiare le carte, così come gli amici e le persone che frequento. Il vantaggio di scrivere è che ogni esperienza della tua vita, anche la peggiore, può tornare utile nel far rivivere le emozioni ai tuoi personaggi. E scrivere, così come leggere, non ti fa mai sentire solo. I personaggi ti fanno compagnia, ti distraggono, ti sorprendono e quando tutto è finito, a volte ti mancano.

Facciamo il gioco delle parole. Una parola (ma anche due, dai!) da associare a:
Nancy: Sempre Star.
Orlando: Sempre incasinato.
Il maestrale: Sempre inatteso.
Le madri: sempre presenti.
Le donne: sempre complicate.
La letteratura: sempre nobile.
La pasta coi broccoli: sempre gradita.
Luca Bianchini: sempre ottimista.
Quelli che controllano l’ultima volta che hai aperto WhatsApp: sempre insicuri.

Uno dei miei professori ripeteva sempre che oggi sogniamo di diventare qualcosa che fra dieci anni cambierà totalmente aspetto. La rigiro a te sottoforma di domanda, anche per capire se per me c’è ancora speranza… Dieci anni fa hai cominciato la tua carriera di scrittore. E come ti vedi tra dieci anni?
Tra dieci anni mi vedo innanzi tutto più grasso! Ma, spero, più paziente e ancora più felice.

Questo è il link del suo sito ufficiale: http://www.lucabianchini.it/

Informazioni su Debora Borgognoni

Debora Borgognoni
Nasce a Pavia nel 1980. Dopo il diploma in Lingue Europee, studia fotografia professionale alla John Kaverdash School Academy di Milano e nel frattempo pubblica per Albatros il suo libro d’esordio “Caro diario…”

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com