lunedì , 23 ottobre 2017
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Intervista a David Moody

David Moody è uno scrittore dell’orrore inglese. Ha cominciato la sua carriera con la diffusione online e gratuita di Autumn. In Italia il suo unico libro, un capitolo della serie Hater tradotto in Il virus dell’odio, è stato pubblicato nella collana Urania nell’ottobre del 2011.

Hater (in italiano Il virus dell’odio, Urania 1575, ottobre 2011) è il tuo primo romanzo pubblicato in Italia. Il tuo lavoro ha una buona dose di tensione, senza esagerare col sangue. Il virus infetta le persone e le costringe a combattere e uccidere. Non ci sono familiari o amanti. Tutti sono a rischio. Nessuno è al sicuro. Questa situazione sembra fare riferimento allo stato attuale di grave sofferenza che investe l’Europa. Il romanzo è un modo per esorcizzare questa paura?

Non so se il romanzo sia un modo per esorcizzare la paura, ma era sicuramente un tentativo di dimostrare quanto pericolosa  può diventare una situazione. I libri del ciclo Hater sono stati ispirati da due cose principali. In primo luogo, ho voluto immaginare un mondo in cui tutte le divisioni che ci sono attualmente – età, sesso, credenze religiose, ecc reddito – sono state improvvisamente spazzate via e sostituite da una nuova divisione: l’odio. In secondo luogo, nel luglio 2005, attentatori suicidi hanno attaccato Londra. Uno di loro, ho scoperto, lavorava in una scuola, occupandosi di bambini. Ero affascinato e terrorizzato all’idea di qualcuno che un giorno aiuta la gente e l’altro decide di uccidere. Credo che tu abbia ragione a proposito dei libri che riflettono ciò che sta accadendo in Europa, ma invece di haters contro uomini, si tratta di super-ricchi contro tutti gli altri. Con questi romanzi ho voluto mostrare come potrebbero finire male le cose se la situazione non dovesse cambiare.

Alcune parti del romanzo ci ricordano diversi film – i lavori George Romero, ad esempio – ma in particolare ci sembra di trovare riferimenti a Il seme della follia (In the Mouth of Madness) di Carpenter. Il senso di follia incontrollata delle due opere non è forse reso anche nei termini di un dramma urbano?

Sono stato molto ispirato e influenzato sia da George Romero sia da John Carpenter. Non ho trovato un collegamento preciso con Il seme della follia, se devo essere sincero, ma mi piace la normalità di altri film di Carpenter come Halloween, The Fog, Assault on Precinct 13 (Distretto 13 Le brigate della morte, ndt), ecc. Ho cercato di rendere il mondo di Hater più normale e ordinario possibile: penso che permetta alle persone di relazionarsi più facilmente con i personaggi e le situazioni, e aumenti anche l’effetto nel momento in cui il mondo impazzisce, verso la fine del libro. I primi due film di George Romero che ho visto sono Night of the Living Dead (La notte dei morti viventi, ndt) e The Crazies (La città verrà distrutta all’alba, ndt) – ed entrambi hanno avuto una specie di influenza su Hater. Molte persone classificano i romanzi Hater come storie di zombie, ma non lo sono veramente. Si tratta solo di persone che si attivano reciprocamente – noi contro di loro.

In questo periodo sembra che i vecchi generi letterari come horror e fantascienza stiano scomparendo. Oggi probabilmente sono integrati nella letteratura mainstream. Pensi che i romanzi horror classici continueranno ad esistere per sempre?

Penso che il genere horror venga spesso guardato dall’alto in basso senza che gli venga concessa la credibilità che merita. La gente non prende sul serio la materia, e non aiuta quando i generi sono diluiti da libri mainstream e film come Twilight. Tutto l’orrore viene rimosso in questi tipi di storie. Penso, tuttavia, che la letteratura di genere continuerà ad esistere nella sua forma più pura, alla periferia del mainstream. Naturalmente, la nostra definizione di orrore e le cose che ci spaventano sono in continuo cambiamento. Quello che era considerato terrificante cinquant’anni fa, sarebbe considerato ridicolo oggi! Penso che l’horror e la fantascienza siano incredibilmente importanti, perché ci permettono di guardare al futuro e considerare cosa succederebbe se accadessero determinate cose. Esse ci permettono di osservare lo scenario peggiore.

L’Italia non ha una grande tradizione di letteratura horror. Tuttavia, negli ultimi decenni ci sono stati eccellenti autori come Andrea G. Colombo, Alda Teodorani, Danilo Arona, Valerio Evangelisti, Tiziano Sclavi. Hai mai letto qualcosa di loro? Esiste un mercato per loro in Inghilterra?

In primo luogo, devo essere onesto e dire che non ho mai sentito la maggior parte di quei nomi. Non vedo alcuna ragione per cui gli autori dell’horror italiano non possano prosperare in Inghilterra e, analogamente, perché gli autori inglesi non possano avere successo in Italia. Anche se ci sono molte differenze tra paesi e culture diverse, siamo tutti esseri umani, e come tali condividiamo speranze e paure molto simili. Tutti potremmo essere spaventati dalle stesse cose!

David e il futuro. Ci aspettano i film tratti dai tuoi romanzi? Stai lavorando a qualcos’altro?

Dal mio romanzo Autumn è stato girato un film qualche anno fa, ma non è stata la più grande opera mai realizzata… Spero in una versione cinematografica di Hater per il prossimo futuro. I diritti del libro sono stati opzionati da Mark Johnson e Guillermo del Toro, quindi le prospettive sono positive. Sto anche lavorando a un nuovo film sugli zombie chiamato Isolation, che speriamo di riprendere entro la fine dell’anno. Con le mie serie Hater e Autumn giunte al termine di recente, sto attualmente scrivendo un sacco di nuovi romanzi che spero usciranno presto. Ho iniziato la mia carriera dando il primo libro di Autumn gratuitamente on-line, e sto per fare la stessa cosa con un altro romanzo intitolato Trust. Sarà serializzato su www.trustdavidmoody.com a partire da luglio. Vi consiglio di visitare www.davidmoody.net o seguirmi su Facebook (facebook.com / davidmoodyauthor) o Twitter (@ davidjmoody) per tenersi in contatto!

Traduzione a cura di Asterischi (rrb)

(rrb)

Informazioni su Rosario Battiato

sopravvive soltanto a temperature basse e in ambienti chiusi. Ha studiato Storia, ma ha la tendenza a fare il giornalista e a costruire un pastiche al giorno. Fondatore di Asterischi.

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