martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Intervista a Nicola Lagioia

 

Scrittore, curatore di Nichel, collana di narrativa italiana di Minimum Fax, conduttore radiofonico su Radio 3,  il pugliese Nicola Lagioia è uno tra i più interessanti autori della letteratura italiana contemporanea.

Lm – Tu lavori come curatore di una collana, Nichel, presso l’editore Minimum fax e hai pubblicato  i tuoi romanzi con la stessa Minimum fax e con Einaudi. Come cambia il tuo modo di rapportarti al mondo dell’editoria quando “interpreti” uno dei due ruoli? Come concili le due cose?

Nicola Lagioia – Sono due cose completamente diverse, perché l’editor si occupa dei libri degli altri, lo scrittore invece scrive le opere proprie. Hanno come terreno comune la letteratura, è come conciliare lo scrivere sui giornali con lo scrivere dei libri, o il parlare di letteratura in radio come stiamo facendo a Radio 3, ma sono cose completamente diverse. Diciamo che il fare l’editor è un modo come un altro per lavorare con la letteratura, ma è anche un lavoro di gruppo, mentre quando si scrive si produce qualcosa da soli.

Lm – Qualche anno fa destò molto clamore il “caso Saramago”, che vide il compianto premio Nobel e la casa editrice Einaudi protagonisti di un duro scontro, causato dalla decisione di non pubblicare il Quaderno dello scrittore per motivi fondamentalmente politici. Alla luce di questi fatti, cosa pensi della libertà dell’editoria in Italia? Il mondo editoriale è davvero così politicizzato?

 Nicola Lagioia – Riguardo Saramago c’è da dire che poi un editore con cui pubblicare il Quaderno l’ha trovato. Se un premio Nobel non avesse trovato un editore allora sì, mi sarei posto il problema, anche se dobbiamo dire che il Quaderno di Saramago è diverso dalle altre cose che ha scritto, è un libro in cui taglia le cose con l’accetta; Io poi posso anche essere d’accordo sul fatto che Berlusconi sia un delinquente,ma uno scrittore non dovrebbe affrontare così dei temi, dovrebbe farlo in modo più complesso. A parte questo, penso che l’editoria italiana sia una tra le più generose al mondo. Se prendiamo il caso degli Stati Uniti, abbiamo una percentuale di libri tradotti del 3%, mentre in Italia i libri tradotti formano il 20% del mercato. Le pressioni politiche in ogni caso non si sentono, perché esistono case editrici schierate da entrambe le parti come Chiarelettere a sinistra, o come quelle schierate un po’ più a destra, come Adelphi; ci sono poi le case editrici indipendenti, che speriamo abbiano lunga vita, che arrivino a moltiplicarsi. E poi c’è un mondo editoriale che pubblica di tutte: ci sono le cagate, come i libri commerciali, ma trovi pure editori che pubblicano libri difficili, come possono essere libri di Moresco. Il problema è anzi che la nostra editoria propone un’offerta maggiore rispetto a quella che è davvero la domanda del mercato italiano.

 

Lm – In un’Italia in declino da più di un punto di vista, sembra che la Puglia stia vivendo un momento di particolare rinascita culturale che investe un po’ tutti i campi dell’arte e del sapere, dalla musica, al cinema, alla letteratura. A cosa pensi sia dovuta questa rinascita della tua terra natale?

Nicola Lagioia – Non so dirti i motivi, dovreste anzi dirmeli voi, i giornalisti, la critica! Effettivamente è la prima volta che succede qualcosa del genere in Puglia: in passato abbiamo avuto solo grandi casi isolati, come Pazienza per il fumetto, o Carmelo Bene, ma si trattava di nomi isolati. Da una quindicina di anni in questa parte la situazione sembra cambiata. La prima fiammata fu qualcosa di completamente spontaneo. Non c’erano case editrici o se c’erano erano molto piccole, c’erano dei gruppi che suonavano ma non c’erano sale prove o luoghi in cui esibirsi. Un primo esempio di cinema è stata La CapaGira dei fratelli Piva. Le prime cose sono state tutte spontanee, io stesso non me ne sono accorto proprio perché ero impegnato a scrivere. Anche con gli altri scrittori come De Cataldo, Carofiglio non ci conoscevano prima, abbiamo cominciato a frequentarci quando sono stati pubblicati i nostri libri. È vero pure che per la prima volta la politica ha messo un occhio su questo fenomeno: l’amministrazione Vendola è probabilmente la prima che considera la cultura qualcosa di più di un semlice svago, come invece sembra pensare  il ministro Tremonti, che non sembra considerare quanto incassano gli uffizi. Con la cultura con la C maiuscola si mangia eccome, e l’amministrazione sembra interessata a investire sulla cultura, pensiamo all’Arezzo wave, importante festival di musica rock, che dalla Toscana è stato spostato alla Puglia. Quindi non è tanto importante vedere i motivi, quanto il cercare di far continuare questo momento, sperando che non diventi soltanto una moda.

 

Lm – Beppe Fenoglio si chiedeva se il posto giusto per scrivere un libro su Alba, suo paese natale, fosse Alba stessa o un luogo diverso, lontano. Visto che la tua Bari fa è uno sfondo sempre presente in Riportando tutto a casa, tu cosa pensi a riguardo? Dove hai scritto il tuo romanzo e, sopratutto, dove hai scritto le parti, i capitoli in cui Bari spicca in modo particolare?

Nicola Lagioia – Io vivo da 15 anni a Roma e tutti i miei libri li ho  scritti a Roma, quindi da un lato sono andato a memoria, però un po’ sono anche andato a rivedere alcuni luoghi, mentre scrivevo tenevo aperta la cartina della città, ogni tanto andavo su internet, per vedere e ricordare un po’ cose. Ovviamente la Bari di oggi non è la stessa dei miei ricordi, quindi la Bari di Riportando tutto a casa è una città letteraria, non si tratta di un saggio o di un articolo di giornale, io ho inteso Bari come un personaggio in più.

(lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com