martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Intervista a Max Brighel


 

 

Max Brighel è uno tra i più apprezzati editor e traduttori dello staff Paninicomics. Noi di Asterischi abbiamo voluto rivolgergli qualche domanda riguardo la traduzione del termine freak, le trasposizioni cinematografiche di alcune opere a fumetti di successo e la fortuna editoriale di alcuni personaggi di fantasia.

 

 

In qualità di traduttore ed editor presso la Paninicomics ti trovi spesso a dover tradurre parole ed espressioni idiomatiche che, nel passaggio dall’inglese all’italiano, rischiano di perdere il loro senso. Come tradurresti la parola Freak qualora te la trovassi, per esempio, posta a titolo di un episodio di una serie a fumetti?

Di solito la traduciamo con “mostro” perché, oltre che per una questione di spazio nei balloon, sul dizionario italiano “freak” indica un tossicomane spostato o un fricchettone/hippy. Ma c’è un nemico dell’Uomo Ragno che è rimasto “Freak”, anche perché da tossicomane diventa un mostro (vedi Supereroi Le grandi saghe 77: Spider-Man – Un nuovo giorno).  L’alternativa più lunga è naturalmente “fenomeno da baraccone”.

La figura del Freak da Stan Lee in poi è diventata protagonista del mondo dei fumetti e della cultura pop: soprattutto gli X-Men, la Cosa e Hulk sono considerabili dei freak; secondo te, perchè hanno avuto tanto successo? Credi che il fatto che Stan Lee sia ebreo abbia in qualche modo condizionato la sua identificazioni con gli emarginati?

Non direi. Semplicemente, questi personaggi hanno dei sentimenti e sono buoni, e a volte ci fanno tenerezza proprio per la loro mostruosità. Un ottimo esempio è il freak per eccellenza: il mostro di Frankenstein. Ci impaurisce con la sua mostruosità, ma vediamo che alla fine ha acquisito anche dei sentimenti, non è un animale (che poi siamo sicuri che gli animali non abbiano sentimenti?). E poi ogni tanto, tutti noi lettori di fumetti ci sentiamo un po’ freak per un motivo o un altro, non ultimo quello di leggerli. Il nerd tutto sommato è un freak, no?

I film tratti da fumetti e graphic novel stanno attraversano un periodo di particolare fortuna e protagonismo all’interno della produzione cinematografica hollywoodiana e non, e sopratutto personaggi come il Joker di Heath Ledger o l’interpretazione di Wolverine fornitaci da Hugh Jackman hanno trovato un posto nel cuore di tutti gli spettatori, anche di chi non ama i fumetti. Pensi che questo dipenda anche dall’imedesimazione nel Freak a cui accennavamo sopra?

Spero veramente che nessuno si identifichi nel Joker di Heath Ledger, perché sarebbe veramente un pericolo per la società. In generale, per quanto ben girato e recitato, “Il Cavaliere Oscuro” mi irrita molto come film, perché poliziotto e criminale non sono due facce della stessa medaglia, nonostante anche Michael Mann in “Heat” provi ad asserire la stessa cosa. Non capisco poi perché il personaggio di Ledger si chiami Joker, quando non c’entra assolutamente nulla con il personaggio dei fumetti… Il Joker forse ha un lato umano nel Batman di Tim Burton, ma probabilmente neppure lì. Ecco, con il Joker di Heath Ledger ci troviamo di fronte a un vero e proprio mostro della società. Da emarginare a tutti i costi.
Non credo sia possibile neppure immedesimarsi in Wolverine: al massimo, uno ne ammira le gesta e fa il tifo per lui. Mica è necessario immedesimarsi per farsi piacere un film o un fumetto, no? Voglio dire, nessuno si immedesima nei Transformers (almeno credo…).
Credo invece che il pubblico si sia immedesimato nel Peter Parker di Raimi, nonostante ogni tanto ricordi il ragionier Ugo Fantozzi: è una persona comune che diventa un freak, che tra le altre cose, spara ragnatele senza controllo.

 

(lm)

 

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com