domenica , 17 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Intervista a Roberto Quesada

photoRoberto Quesada è uno scrittore di romanzi e racconti. Nato in Honduras nel 1963, vive a New York dal 1989 ed è stato segretario dell’Ambasciata honduregna alle Nazioni Unite fino al 2010. Oggi collabora attivamente con vari media latinoamericani e spagnoli e ovviamente scrive, scrive, scrive.

Vanta diverse pubblicazioni di successo, come Los barcos (1988), Big Banana (1999), Nunca entres por Miami (2002), El equilibrista (2013), accolte molto bene negli Stati Uniti, in America Latina e in Spagna. In italiano è al momento disponibile solo il racconto L’uomo che ingannò la polizia di frontiera.

Ha ottenuto svariati riconoscimenti da parte di importanti personalità del mondo culturale americano, come Kurt Vonnegut. Nel 1996 ha ricevuto il premio dell’Istituto Latinoamericano degli Scrittori degli Stati Uniti e nel 2016 il premio El Quijote, Desfile de la Hispanidad a New York.

I suoi libri rappresentano dei veri e propri dipinti che ritraggono la spinosa questione dell’immigrazione latina negli Stati Uniti; dotati di intriganti sfumature di colore nonché di un pungente senso dell’umorismo, riescono a darci un punto di vista interessante e per niente banale su uno dei problemi più discussi dei nostri giorni.

Mentre siamo in attesa di leggerlo interamente in italiano, cerchiamo di scoprire qualcosa di più su di lui.

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L’Italia purtroppo non ti conosce ancora bene. Chi è Roberto Quesada?

Una volta questa domanda mi sarebbe piaciuta tanto, parlare di me liberamente: un’opportunità d’oro e senza il bisogno di sentirmi in colpa, dal momento che mi è stato richiesto. Purtroppo però con il passare degli anni, nonostante non si voglia, aumentano i difetti, tra i quali quello della modestia. E allora diventa sempre più difficile parlare di sé. Quello che faccio adesso è consigliare alla gente di leggere la mia biografia e così mi evito quel terribile momento in cui mi riempio di virtù.

Per non lasciarti del tutto senza risposte, parlando così, come se fosse una domanda in terza persona, come se io non conoscessi me stesso, Roberto Quesada è uno scrittore che da bambino si è preso questa brutta malattia, e nonostante il tempo trascorso e le nuove tecnologie, non riesce a curarsi. A volte mente a se stesso dicendo “non scrivo più”, ma al minimo balenare di parola o immaginazione, è già lì a scrivere di nuovo.

Parliamo di nazionalità: dopo tanti anni, gli Stati Uniti sono diventati la tua patria?

Certo che sì, dopo tanti anni questa doppia nazionalità ti cattura e senza renderti conto ti trovi a difendere la tua nuova casa. Per esempio, mi dà fastidio che si parli male di New York, specie se chi lo fa non ci vive nemmeno. Sono diventato sicuramente come quel personaggio di O. Henry, che cito nel mio romanzo Nunca entres por Miami. Si tratta di qualcuno che arriva parlando male della città, ma a furia di starci, di comprenderla, di capire che molte cose, come la nevrosi e la frivolezza, sono solo storie di Woody Allen e che la vita reale è diversa, si innamora della città e finisce per difenderla da qualcuno che la offende.

Leggi più in spagnolo o in inglese? Qualche titolo?

In realtà preferisco leggere e scrivere in spagnolo. Ovviamente ci sono libri che ho dovuto leggere in inglese, ma sono abbastanza pigro e mi infastidisce non leggere in inglese con la stessa velocità con cui lo faccio in spagnolo. Tuttavia ho riletto in inglese alcuni libri che avevo già letto in spagnolo, come Furore di John Steinbeck, Dio la benedica, Mr. Rosewater di Kurt Vonnegut, Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, Lo straniero di Albert Camus e altri ancora.

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Autori italiani che ti interessano?

Il primo che ho scoperto da bambino è stato Dante Alighieri con La Divina Commedia, che mi ha affascinato tanto. Poi ho amato Giovanni Papini e L’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. E il mio padrino, il poeta José  Adán Castelar, mi ha portato per mano verso Cesare Pavese, Eugenio Montale, Alberto Moravia, Luigi Pirandello, tra gli altri. E ho cominciato anche ad ascoltare Opera.

Pensi che oggi, nonostante i mezzi di comunicazione, il continente americano e quello europeo siano ancora lontani?

Credo che le distanze geografiche si siano annullate solo apparentemente. Nonostante Internet ci avvicini, è vero anche che quello che leggiamo, vediamo o cerchiamo resta comunque una scelta personale. Come per il correttore automatico dei cellulari, ti serve per correggere l’ortografia, ma se non conosci la tua lingua non ti serve a niente. Nel caso dello spagnolo, se devi scegliere tra z o s ma non conosci la lingua, il correttore non ti serve a nulla, continuerai a fare errori ortografici.

D’altra parte, sono ancora molto influenti i mezzi tradizionali che utilizzano anche i social network, e questi tendono sempre a dare priorità a notizie sansazionalistiche: terremoto in Italia, arrestato per corruzione il marito dell’Infanta spagnola, etc. Quindi chi vuole esplorare più da vicino un determinato paese, deve farlo personalmente, partendo sempre dalle proprie conoscenze.

Per concluedere: è un avvicinamento virtuale, continuiamo a essere lontani dalle cose che dovrebbero interessare davvero: la letteratura, il buon cinema, l’arte in generale.

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Concludiamo con una domanda banale. Qual è, secondo te, la tua opera che prima di tutte dovrebbe essere conosciuta?

Questa domanda mi sembra sempre molto triste, è come chiedere a un buon padre: quale dei tuoi figli è il meno scemo? E poi credo, come García Márquez, che l’opera sia un insieme inscindibile e che ogni libro ne costituisca un frammento. Tuttavia, se penso a dei nuovi lettori, se dovessi consigliare da dove cominciare a leggermi, direi senza dubbio Big Banana perché è contemporanea, un mix del cosiddetto Terzo Mondo e le megacittà. Racchiude la ricchezza e la diversità culturale newyorkese e un esplosivo senso dell’umorismo in un mondo che ha bisogno di ridere di più.

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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