lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

In morte di Tabucchi

Nell’incipit di Sostiene Pereira Tabucchi ci presenta Pereira alle prese con la sua pagina culturale da presentare al “Lisboa”, mentre, invece, “rifletteva sulla morte”. Quel Pereira, che a noi ricordava il Buzzati giornalista, di cui i colleghi dicevano avesse l’ossessione della nera mietitrice, ci ha ben fissato il senso semplice e inossidabile della resistenza e della libertà di pensiero. Di sentire un’idea senza esserne vittima.

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«Spesso la pittura ha mosso la mia penna. Se in un lontano pomeriggio del 1970 non fossi entrato al Prado e non fossi rimasto “prigioniero” davanti a Las Meninas di Velázquez, incapace di uscire dalla sala fino alla chiusura del museo, non avrei mai scritto Il gioco del rovescio. Lo stesso vale per l’enorme suggestione provata da bambino davanti agli affreschi del convento di San Marco, rivisitati spesso da adulto, che un bel giorno ritornò con prepotenza sbucando nelle pagine de I volatili del Beato Angelico».

Tabucchi su Racconti di figure.

«Come può essere presente la notte. Fatta solo di se stessa, è assoluta, ogni spazio è suo, si impone di sola presenza, della stessa presenza del fantasma che sai che è lì di fronte a te ma è dappertutto, anche alle tue spalle, e se ti rifugi in un piccolo luogo di luce di esso sei prigioniero perché intorno, come un mare che circonda il tuo piccolo faro, c’è l’invalicabile presenza della notte.»

da Il tempo invecchia in fretta.

In queste settimane abbiamo detto addio ad alcuni pezzi di storia della musica, del cinema e della letteratura italiana e mondiale. Questa volta a lasciarci è stato Antonio Tabucchi, traduttore di Pessoa, esperto lusitanista e, soprattutto, grandissimo scrittore che ha anche avuto l’onore di essere candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

La sua scomparsa ci intristisce molto, perché ci sembra impossibile che colui il quale ci ha insegnato che il tempo invecchia in fretta possa essere invecchiato altrettanto in fretta, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della letteratura.

Ciao Antonio, salutaci Pessoa: siamo sicuri che vi ritroverete assieme. O almeno così sostiene Pereira.

(lm) (rrb)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

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