domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

Il vecchio che cantava romanzi d’amore

 

 

 Che a Roberto Vecchioni piaccia giocare col suo pubblico è più che noto: basti pensare ai suoi libri, sopratutto all’ultimo, il borgesiano Scacco a Dio, o a canzoni come Euridice, in cui si diverte a cambiare il finale del mito di Orfeo, o ai suoi ritratti di personaggi storici e letterari. Il suo gioco prediletto sembra però essere un altro: divertirsi con la parola amore. Quando il Professore inserisce questa parola in un titolo, possiamo star sicuri di una cosa: non sarà una canzone d’amore, o meglio, non sarà una canzone d’amore canonica; quando Vecchioni cita l’amore, si riferisce sempre a tipi d’amore lontani dall’amore romantico.

Pensiamo a Stranamore, singolo del 1978 che per fortuna ha ben poco a che fare con l’omonimo programma, in cui il cantautore esplora diverse forme d’amore, dalla venerazione per un idolo, alla passione politica, all’amore tormentato. Anche la poetica Le lettere d’amore è in realtà più uno studio critico dell’opera di Fernando Pessoa che, come si penserebbe leggendo il titolo, un pezzo sulla corrispondenza tra amanti.

 All’autore di Luci a San Siro, piace stupire chi l’ascolta, attirandolo con il fascino della canzone d’amore che, diciamolo, piace un po’ a tutti, per poi soprenderlo con un testo che parla sì d’amore, ma non nel modo in cui ci aspetteremmo. E così ce lo siamo ritrovato come acclamatissimo vincitore a Sanremo con Chiamami ancora amore, scritta non per i languidi sguardi degli innamorati, ma per tutti i ragazzi e le ragazze/ che difendono un libro, un libro vero/ così belli a gridare nelle piazze/ perché stanno uccidendoci il pensiero.

Perché secondo Vecchioni l’amore è ideali, è pensiero, è cultura, è musica e parole, ed è difficile esser contrari o criticare dinanzi a tanta saggezza, per una volta acclamata non solo da un élite di critici illuminati, ma anche da un vasto, vastissimo pubblico.

(lm)

Informazioni su Loris Magro

Loris Magro
Nasce il 3 Maggio 1990 ad Agrigento. Un po’ per un’insaziabile curiosità, un po’ per geni ereditari, legge fin da piccolo tutto quel che gli capita sotto agli occhi; una volta cresciuto, decide di dedicarsi a tempo pieno alla critica letteraria.

Un commento

  1. Complimenti per l’articolo, non lo avevo ancora letto!

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