martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Il taglia-incolla di Piero

«Il lavoro è lavoro» si diceva Piero, e questa frase lo convinceva ad andare avanti. Ma come? A scuola lui non esisteva, era solo un apparecchio vocale che ripeteva e ripeteva nozioni e grandi pensieri, non solo appartenenti ad altri, ma che mille altri insegnanti avevano e avrebbero impartito ai loro studenti. Questa era la regola. Aveva cominciato da grande intellettuale; metteva la sua personalità dentro i pensieri di questo o quello scrittore. Chiudeva il libro e cominciava il suo collage: un po’ di Proust qui, un po’ di Piero lì, un po’ di critica ufficiale, un po’ di citazioni prese dalla sua memoria impeccabile, e il gioco era fatto. Ma si sa, questi giochi stancano, e il nostro uomo dalla mente sveglia è in realtà il più pigro dei bipedi. Smise di improvvisare e si sedette a tavolino con i suoi libri di letteratura collezionati in anni di insegnamento. Avrebbe composto «un’opera unica», e se ne sarebbe gloriato per il resto della sua carriera. La sua intenzione era proprio quella di servirsi del collage. Gli studenti ormai non si vergognavano più di usare per i loro temi citazioni rubate senza un vero nesso con l’argomento in questione, da quando tutti disponevano di connessione internet anche durante i compiti in classe era diventato tutto un copia-incolla generale. «Ma io non copierei mai, dovrei essere stupido!» Così andò a comprare delle forbici. Ritagliò tutti i pezzi che gli piacevano da tutti i libri e le pagine che gli servivano, facendo attenzione che il retro di ogni pagina non contenesse roba interessante da tagliare. Dopodiché arrivò il momento della colla, et voilà, tutto su un enorme quaderno. La storia della letteratura era servita, e lui ne era il sommo autore. Avete idea di cosa accadde quel giorno amaro in cui si accorse che questo procedimento non si adattava alle donne?

(articolo originariamente pubblicato sullo speciale  Asterischi #2 – Crimini Letterari)

(as)

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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