martedì , 25 luglio 2017
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Il principe ranocchio

Illustrazione di Walter Carine per il Principe ranocchioNome: non l’ho mai saputo, tutti mi chiamano ranocchio.

Padre: Wilhelm Karl Grimm, ma probabilmente non ha fatto tutto da solo e mi ha creato insieme a suo fratello, una coppia assai creativa.

Segni particolari: a uno sguardo superficiale posso sembrare un po’ bruttino, le ragazze mi danno del rospo ma non ci faccio troppo caso, sono ancora immature, e ho le mie tecniche per convincerle ad uscire insieme a cena, poi mi fermo a dormire a casa loro.

«piango per la mia palla d’oro, che m’è caduta nella fonte. – Chétati e non piangere, – rispose il ranocchio, – ci penso io; ma che cosa mi darai, se ti ripesco il tuo balocco? – Quello che vuoi, caro ranocchio, – diss’ella, – i miei vestiti, le mie perle e i miei gioielli, magari la mia corona d’oro. Il ranocchio rispose: – Le tue vesti, le perle e i gioielli e la tua corona d’oro io non li voglio: ma se mi vorrai bene, se potrò essere il tuo amico e compagno di giochi, seder con te alla tua tavolina, mangiare dal tuo piattino d’oro, bere dal tuo bicchierino, dormire nel tuo lettino…»

Aspirazioni:  l’immagine non è tutto, punto con l’astuzia a raggiungere una posizione di prestigio, sono certo che diventerò re, disporrò di una splendida otto cavalli (per un’auto possono sembrare pochi ma per una carrozza non c’è male); al momento trascorro i pomeriggi all’aria aperta, nuotando un po’ (sono un campione nello stile a rana) cercando di attaccare bottone con le ragazze che giocano a palla in riva al laghetto.

Vita sociale e dintorni: posso dire che ho un collaboratore carissimo e affezionatissimo, Enrico,  che si agita e non regge allo stress, tanto che gli hanno impiantato una futuristica protesi metallica intorno al cuore per non farlo andare in mille pezzi. Come disse di me Jung, sto aspettando che una donna mi accetti così come appaio, vada oltre i miei difetti riuscendo a vedere il mio potenziale fino a svelare l’uomo splendido che c’è in me. Come accadrà, beh, dipende solo dal carattere di Lei…

«Il ranocchio venne saltelloni e disse: – Sono stanco, voglio dormir bene come te: tirami su, o lo dico a tuo padre. Allora la principessa andò in collera, lo prese e lo gettò con tutte le sue forze contro la parete: – Adesso starai zitto, brutto ranocchio! Ma quando cadde a terra, non era più un ranocchio: era un principe dai begli occhi ridenti.»

Libro: Il principe ranocchio, in Fiabe del focolare, Einaudi, 1979. Versione in audiolibro di LibriVivi Media Srl, www.librivivi.com, anteprima in http://youtu.be/1gDW1_iZB90

Nota:

Wilhelm Karl Grimm, linguista e filologo tedesco dell’Ottocento, noto per aver realizzato con il fratello una ampia raccolta di fiabe e racconti popolari tratti dalla tradizione orale  tedesca ed europea. Nella stesura iniziale le storie non sono rivolte ai bambini, presentando elementi cruenti e simbolismi che verranno edulcorati nelle successive e più note  revisioni.  «Il Principe ranocchio» secondo Jung è una rappresentazione delle fasi della maturazione della sessualità femminile, culminante con la scoperta della mascolinità attraverso un gesto forte, poi sostituito con il bacio, sicuramente più accettabile e altrettanto significativo.

Informazioni su Silvia Dini

Silvia Dini
Ligure, con un'attrazione fatale per la comunicazione e la tecnologia. E le storie aurasmagoriche.

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