venerdì , 21 luglio 2017
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Il lettore senza qualità

«Ci sono cose che non si possono fare mai, non si sa perché, e sono forse le più importanti; si capisce, sono proprio le più importanti. Incombe, e lo si sa, sulla vita un’angoscia terribile, una stretta inflessibile come delle dita irrigidite. E a volte essa si scioglie come il ghiaccio nei prati; si resta pensierosi, un chiarore confuso che si diffonde in lontananza. Ma la vita, la vita ossuta, la vita già determinata si aggancia altrove noncurante, articolazione per articolazione, e restiamo inerti.» Questo scrive Robert Musil ne Il compimento dell’amore.

Lo scrittore austriaco, affascinato dal Tutto e dal Nulla, ci lascia, seppur incompiuto, uno dei romanzi più pieni della letteratura mondiale. E a noi sembra di restare inerti davanti alle dimensioni de L’Uomo senza qualità, diventando automaticamente dei veri e propri lettori senza qualità, o, nella migliore delle ipotesi, non lettori. Sì, perché se a primo impatto è la lunghezza che ci spaventa, ci rendiamo conto dopo poco che in realtà è solo la perfezione e la relazione tra forma e contenuto che ci sconvolge, perché necessita di essere ricomposta.

L’uomo senza qualità è un labirinto da cui, una volta entrati, non si esce, e in cui prima o poi devono entrare tutti gli esseri pensanti. Tutti i romanzi e i racconti di Musil lo sono, ma questo ci impressiona anche a livello fisico: è pesante, ingombrante, complicato, scientifico. È una di quelle malattie che presto o tardi ci bussano alla porta, e che non possiamo scegliere di non avere.

A questo proposito ci sono varie possibilità da prendere in considerazione. La prima è quella di evitarlo finché si può, attendendo che sia lui a venirci a cercare; la seconda è quella di andargli incontro. Coloro i quali optano per la prima, nel tempo in cui cercheranno di evitarlo, dovranno prepararsi ad accoglierlo. Per i coraggiosi la storia è diversa.

È vero che i libri bisogna leggerli come si vuole, ma questo non è solo un libro, è una responsabilità. Chi si ritrova ad aprirlo sappia che non è più possibile tornare indietro. Falso? Sì, considerando che una quantità considerevole di lettori senza qualità l’ha abbandonato sfinita, impossibilitata a continuare. Ma falso no, perché L’uomo senza qualità è uno di quei libri che potete chiudere solo apparentemente. Se il buon Pennac ci insegna che abbiamo il diritto di non finire un libro, in questo caso nemmeno lui ci può salvare.

Finire L’uomo senza qualità vuole di conseguenza dire diventare un lettore con qualità? No. Ma se è vero che «Ci sono cose che non si possono fare mai, non si sa perché, e sono forse le più importanti», non meno vero è che «Chi voglia varcare senza inconvenienti una porta aperta deve tener presente che gli stipiti sono duri.»

Musil è una porta aperta dagli stipiti duri e nemmeno lui stesso è riuscito a finire di leggersi. Siamo proprio sicuri di voler fare il suo stesso “errore”?

(as)

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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