domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

I due autunni di Piero

Anche quell’anno, l’ultimo tocco della campanella aveva visto Piero, con il biglietto tra le mani, pronto per il viaggio delle vacanze. “Dove vai stavolta?” “Ad Autunno” rispose, come ogni anno. Ormai la maggior parte dei suoi colleghi, che sin dai i primi giorni di giugno portava il costume sotto i vestiti sobri del professore, non si prendeva più il disturbo di chiederglielo. Solo Marcello si ostinava ancora, sperando che la vicinanza fedele durante tutto l’anno scolastico gli facesse vincere il premio confidenza. Diventare insegnante per avere tutta l’estate libera da dedicare all’autunno era la scelta migliore che avesse mai fatto. E partiva per luoghi di cui non conosceva nemmeno il nome, e che noi, ovviamente, non riferiremo. Lara, la moglie, l’aveva perso da un po’ e non si sentiva più in colpa di preferire il mare e l’atmosfera da spiaggia. Quaderni, sigari e una scacchiera senza pezzi. Ah, e la sua compagna di viaggio, che ritrovava a ogni partenza sempre più luminosa, ma di quella luce che puoi guardare senza aggrottare la fronte. Perché il primo autunno di Piero serviva a fare l’amore, con lei, con se stesso e con tutti i fogli che riusciva a portarsi dietro. Il secondo, sul quale si distendeva al suo ritorno, era per la memoria. E la memoria consisteva nella ricerca di qualcosa che parlasse del periodo trascorso: leggeva le storie che aveva appena riprodotto e quelle che avrebbe vissuto l’anno seguente. Il secondo autunno era quello della letteratura, perché c’era di certo qualcuno che aveva già scritto di lui, in qualche parte del mondo. Era quello il momento in cui si sentiva in letargo, lontano da tutto, mentre faceva la sua stanca lezione, mentre rimetteva tutti quegli inutili pezzi sulla scacchiera per fare in modo che lo muovessero, rapidamente, diagonalmente, trasversalmente, verso un altro autunno, pieno di silenzio.

(as)

Informazioni su Agata Sapienza

Agata Sapienza
Dopo studi e peregrinazioni varie non ha ancora capito dove vive, ma legge e traduce sempre e solo dal suo divano.

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