lunedì , 11 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Guerra agli umani

la-guerra-delle-salamandre-1911407

Ci sono animali che non vorreste mai incontrare. Né in letteratura né in vita. Noi ne abbiamo selezionati quattro tra quelli che hanno costruito imperi leggendari e hanno ingaggiato lotte mortali contro l’uomo, mentre altri ancora sono semplicemente animali pericolosi se affrontati nel loro minuscolo terreno.

La sicurezza del ragno – Impossibile non parlarne proprio oggi che ricorre il compleanno di J. Rodolfo Wilcock (17/04/1919), critico, fantascientista, scrittore e molto altro, nato argentino e morto italiano (gli venne concessa la cittadinanza italiana un anno dopo la sua dipartita). Nel suo volume Lo stereoscopio dei solitari (Adelphi, 1972, 1990) affronta settanta personaggi “che non si incontrano mai”. Tra questi c’è il nostro ragno che «si annoia, ma non sa di annoiarsi. Ha già percorso diverse volte la sua tela e ha rammendato gli squarci; poi, per fare qualcosa, ci ha aggiunto qua e là delle piccole migliorie, piuttosto inutili poiché nessuno arriva». Insomma una trappola in un posto sbagliato che era stato scelto per sicurezza, ma (lo sanno pure le mosche) la sicurezza non ha mai dato da mangiare a nessuno. Così girovagando scova un passerotto con cui si azzuffa e rischia la vita. Alla fine «ancora scosso dall’emozione riprende la strada verso la tela abbandonata, ostinato, invece di fermarsi lì e tesserne un’altra». Pertanto evitate i luoghi sicuri, potrebbe stare lì ad attendervi mentre cura pazientemente la trappola per voi.

Un mare di blatte – L’idea – non nutriamo dubbi in proposito – vi angoscia e vi disgusta. Dovrebbe pure stordirvi visto che a ordire questo straordinario viaggio, condito da uno speciale duello tra uomo e verme per la conquista della bella Lucrezia, è quel genio mattacchione e surreale di Tommaso Landolfi. Si tratta del racconto Il Mar del Blatte, contenuto nella raccolta Il mar delle blatte e altre storie (Adelphi 1997), che vi condurrà inevitabilmente in «un mare a perdita di vista, senza una terra all’orizzonte, sotto la cappa affocata del cielo, appariva nero come l’inchiostro, e di una lucentezza funebre; una quantità sterminata di blatte, tanto fitte da non lasciar occhieggiare l’acqua di sotto, lo copriva per tutta la sua distesa. Nel gran silenzio s’udiva distintamente il rumore dei loro gusci urtati dalla prua. Lentamente, a fatica, la nave poteva avanzare, e subito le blatte si richiudevano sul suo passaggio».

I pinguini non sono migliori di noiAnatole France lo sapeva bene. Nel 1908 pubblicò L’Isola dei pinguini (Isbn edizioni, 2012) che varrà al nobel francese la messa all’indice di tutte le sue opere nel 1920 da parte della Chiesa cattolica. La storia è semplice: ci sono dei pinguini che vengono battezzati per sbaglio da un monaco cieco e allora dio per compensare l’errore li dota di «un’anima, però di piccola taglia». Forse sin troppo piccola perché i pinguini si lasciano andare ad una degenerazione senza freni sviluppando tutto quello che ci si aspetta da una bella e sana società umana: invidia, complotti, avidità e via discorrendo. Comunque non c’è il rischio di imbattersi in Pinguinia, perché ci siete già dentro.

La rivolta delle salamandreKarel Capek è arcinoto per aver creato il prototipo del cyborg moderno in R.u.r., meno per un grandioso romanzo distopico come La guerra delle salamandre (Utet, 2009) pubblicato nel 1936. Nei mari del Sud viene ritrovata una mite salamandra antropomorfa. Esemplari simili vengono utilizzati dapprima nei circhi e poi come manodopera forzata. Inevitabilmente le nazioni civili le impiegano militarmente, ma nella sofferenza della schiavitù si forgia la coscienza di un intero popolo. Le salamandre si ribellano all’umanità e si sostituiscono ad essa, in tutto e per tutto. Una storia operaista, oggi diremmo pure animalista, terribilmente violenta. Sperate, quindi, di non sentire mai un messaggio del genere: «Pronto, uomini! Pronto, uomini! Pensate che ci lasceremo affamare? Piantetela con queste stupidaggini! Tutto questo si rivolgerà contro di voi! Nel nome di tutte le salamandre del mondo, chiamo Gran Bretagna. A partire da ora proclamiamo il blocco assoluto delle isole britanniche, eccetto lo Stato libero d’Irlanda. Dichiaro chiuso il canale della Manica».

Informazioni su Filippo Grasso

Pare che si diverta a leggere, ma, in realtà, passa in rassegna soltanto le quarte di copertina. Adesso che ha svelato il suo segreto vi ucciderà tutti.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com